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MINISTERO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE
DECRETO 2 maggio 2001
Criteri per l'individuazione e l'uso dei
dispositivi di protezione individuale (DPI).
(Gazzetta Ufficiale n. 209 del 8/9/2001 -
Suppl. Ordinario n. 226)
IL MINISTRO DEL LAVORO
e della previdenza sociale
di concerto con il ministro dell'industria del commercio e
dell'artigianato
Visto l'art. 45, comma 2, lettera a) del decreto legislativo n. 626
del 19 settembre 1994, che dispone la determinazione dei criteri per
l'individuazione e l'uso dei dispositivi di protezione individuale (DPI),
tenendo conto della natura, dell'attivita' e dei fattori specifici di
rischio;
Ravvisata la necessita' di riferirsi a norme di buona tecnica per la
determinazione dei suddetti criteri;
Vista la norma UNI EN 458 (1995) concernente DPI per la protezione
dell'udito;
Vista la norma UNI 10720 (1998) concernente DPI per la protezione delle
vie respiratorie;
Viste le norme UNI EN 169 (1993), UNI EN 170 (1993) e UNI EN 171 (1993)
concernenti DPI per la protezione degli occhi;
Vista la norma UNI 9609 (1990) concernente DPI relativi ad indumenti
protettivi da agenti chimici;
Considerato che le norme sopraindicate costituiscono utili riferimenti
di buona tecnica per l'individuazione dei suddetti criteri;
Sentita la commissione consultiva permanente per la prevenzione degli
infortuni e l'igiene del lavoro;
Decreta:
Art. 1.
1. Sono approvati i criteri per l'individuazione e l'uso di DPI
relativi:
a) alla protezione dell'udito, come riportati nell'allegato 1 del
presente decreto;
b) alla protezione delle vie respiratorie, come riportati nell'allegato
2 del presente decreto;
c) alla protezione degli occhi: i) filtri per saldatura e tecniche
connesse, ii) filtri per radiazioni ultraviolette, iii) filtri per
radiazioni infrarosse, come riportati nell'allegato 3 del presente
decreto;
d) a indumenti protettivi da agenti chimici, come riportati
nell'allegato 4 del presente decreto.
Art. 2.
1. I criteri per l'individuazione e l'uso di DPI, diversi da quelli
approvati al precedente art. 1, devono garantire un livello di sicurezza
equivalente.
Art. 3.
1. Con successivi decreti del Ministero del lavoro e della previdenza
sociale di concerto con il Ministero dell'industria, del commercio e
dell'artigianato, sentita la Commissione consultiva permanente per la
prevenzione degli infortuni e l'igiene del lavoro, si provvedera'
all'indicazione dei criteri per l'individuazione e l'uso di altre
tipologie di DPI nonche' all'aggiornamento degli allegati del presente
decreto in relazione al progresso tecnologico.
Roma, 2 maggio 2001
p. Il Ministro del lavoro e della previdenza sociale
Il Sottosegretario di Stato
Guerrini
Il Ministro dell'industria del commercio e dell'artigianato
Letta
Allegati
Allegato 1
0. Introduzione
1. Scopo e campo di applicazione
2. Riferimenti normativi
3. Definizioni
4. Classificazione
5. Selezione
6. Uso
7. Cura e manutenzione
Figure
Appendice A - Metodi di valutazione dell'attenuazione sonora di un
protettore auricolare relativa ad un livello di pressione acustica
continua equivalente ponderata A
Appendice B - Metodi di valutazione dell'attenuazione sonora di un
protettore auricolare rispetto al livello di pressione acustica di picco
Appendice C - (Informativa)
Allegato 1 (*)
Si riporta di seguito la norma UNI EN 458 (1995)
Protettori auricolari
Raccomandazioni per la selezione, l'uso, la cura e la manutenzione
Documento guida
0. Introduzione
I dispositivi di protezione auricolare sono definiti come un
dispositivo di protezione individuale che, grazie alle loro proprietà di
attenuazione, riducono gli effetti del rumore sull'udito al fine di
valutare un danno uditivo.
Il presente documento è stato elaborato per fornire una guida a tutti
coloro che devono approvvigionare, acquistare o indossare protettori
auricolari e per incoraggiare l'uso di criteri efficaci per la
selezione, l'uso, la cura e la manutenzione.
Perché la protezione fornita dai protettori auricolari sia
effettivamente realizzata, essi dovrebbero essere indossati sempre
quando l'utilizzatore si trova in un ambiente di rumore potenzialmente
pericoloso. È per questo che nella selezione dei protettori auricolari è
importante considerare fattori che possono influire sulla
confortevolezza e sull'accettabilità.
Nei programmi di conservazione dell'udito, altre misure, oltre alla
protezione auricolare individuale, come l'identificazione delle aree di
rumore, la valutazione dell'esposizione personale al rumore e la
riduzione del rumore, devono richiedere attenzione prioritaria, come
illustrato in fig. 1.
________________________
(*)
(a) I richiami di norme tecniche effettuati nel testo costituiscono
soltanto un riferimento bibliografico atto ad indicare la fonte di
quanto affermato: per la comprensione del testo stesso non è
generalmente necessaria la loro consultazione; ove ciò risultasse invece
necessario, viene riportato in nota il punto o i punti specifici della
norma richiamata.
b) Sono altresì riportati in nota i necessari chiarimenti in relazione
agli aggiornamenti normativi.
c) Le note di cui alle lettere a) e b) sono indicate con numerazione
romana.
________________________
1. Scopo e campo di applicazione
La presente norma fornisce raccomandazioni per la selezione, l'uso,
la cura e la manutenzione dei protettori auricolari. I tipi speciali di
protettori auricolari non rientrano nel campo di applicazione della
presente norma, sebbene siano classificati in 4.4 e parte della guida
possa essere loro applicata.
2. Riferimenti normativi
La presente norma rimanda, mediante riferimenti datati e non, a
disposizioni contenute in altre pubblicazioni. Tali riferimenti
normativi sono citati nei punti appropriati del testo e vengono di
seguito elencati. Per quanto riguarda i riferimenti datati, successive
modifiche o revisioni apportate a dette pubblicazioni valgono unicamente
se introdotte nella presente norma come aggiornamento o revisione. Per i
riferimenti non datati vale l'ultima edizione della pubblicazione alla
quale si fa riferimento.
EN 352-1:1993 Protettori auricolari - Requisiti di sicurezza e prove -
Cuffie
EN 352-2:1993 Protettori auricolari - Requisiti di sicurezza e prove -
Inserti
EN 457:1992 Sicurezza del macchinario - Segnali acustici di pericolo -
Requisiti generali, progettazione e prove
EN 24869-1:1992 Acustica - Protettori auricolari - Metodo soggettivo per
la misura dell'attenuazione sonora (ISO 4869-1:1990)
ISO/DIS 4869-2:1992 Acustica - Protettori auricolari - Stima dei livelli
effettivi di pressione acustica ponderati A quando si indossano
protettori auricolari
3. Definizioni
Ai fini della presente norma si applicano le seguenti definizioni.
3.1 livello di azione Lact : Massimo livello di esposizione
quotidiana personale (LAeq, 8h) e/o livello di picco Lpeak oltre il
quale devono essere resi disponibili e/o indossati protettori auricolari
secondo quanto stabilito dalle leggi o dalle normative nazionali, o
dalle consuetudini e dalla pratica.
3.2. cura: Attenzione quotidiana rivolta al protettore da parte
dell'utilizzatore.
3.3. protezione effettiva: Riduzione di LAeq, 8h ottenuta
indossando il protettore auricolare, tenendo conto del tempo per il
quale esso viene indossato durante l'esposizione al rumore.
3.4. manutenzione: Ispezione regolare e riparazione del protettore
auricolare, per esempio la sostituzione di cuscinetti per cuffie
difettosi.
3.5. iperprotezione: Selezione e uso di un protettore auricolare con
un'attenuazione troppo elevata.
Nota - Ciò può provocare una sensazione di isolamento e difficoltà nella
percezione dei suoni.
3.6. selezione: Scelta del protettore più appropriato.
3.7. uso: Utilizzo giornaliero di un protettore auricolare da parte
della persona che deve essere protetta.
4. Classificazione
4.1. Cuffie
Le cuffie sono costituite da conchiglie che coprono le orecchie e creano
un contatto ermetico con la testa per mezzo di cuscinetti morbidi
solitamente riempiti con liquido o espanso. Le conchiglie sono
solitamente rivestite con materiale fonoassorbente. Esse sono collegate
da una fascia di tensione (archetto di sostegno), solitamente di metallo
o di plastica. Talvolta è prevista una cinghia di sostegno flessibile su
ciascuna conchiglia o sull'archetto di sostegno in prossimità delle
conchiglie. Detta cinghia di sostegno serve a sostenere le conchiglie
quando l'archetto di sostegno è indossato dietro alla testa o sotto il
mento. Alcune cuffie hanno una conchiglia destinata solo all'orecchio
sinistro e un'altra conchiglia destinata solo all'orecchio destro. Le
cuffie sono disponibili in una gamma di taglie "normale" e in una gamma
di taglie "limitata".
Le cuffie di taglia "normale" sono destinate a coprire la maggior parte
delle dimensioni delle teste esistenti tra i lavoratori europei. Le
cuffie della gamma di taglie "limitata" sono concepite per adattarsi a
dimensioni speciali. Esse possono essere disponibili nella taglia
"piccola" o "grande".
4.1.1. Tipi di archetti che collegano le conchiglie
Le cuffie sono disponibili con archetti di sostegno che passano sopra
alla testa, dietro la nuca, sotto il mento, sul naso e universali. Le
cuffie con archetto di sostegno dietro alla nuca e sotto il mento
consentono di indossare contemporaneamente un elmetto di sicurezza. Gli
archetti universali possono essere indossati sulla testa, dietro alla
nuca o sotto il mento. Gli archetti universali, gli archetti di sostegno
dietro alla nuca e sotto il mento possono essere integrati da cinghie di
sostegno che assicurino un adattamento affidabile della cuffia.
4.1.2. Cuffie montate su elmetto
Esse consistono in conchiglie singole collegate a bracci fissati ad un
elmetto industriale di sicurezza e sono regolabili in modo da poter
essere sistemate sulle orecchie quando è necessario.
4.2. Inserti auricolari
Si tratta di protettori auricolari che vengono inseriti nel meato
acustico esterno oppure posti nella conca del padiglione auricolare per
chiudere a tenuta l'imbocco del meato acustico esterno. Talvolta sono
provvisti di un cordone o di un archetto di interconnessione. Gli
inserti auricolari si suddividono in due categorie:
inserti monouso: destinati ad essere utilizzati una sola volta;
inserti riutilizzabili: destinati ad essere utilizzati più volte.
4.2.1. Inserti auricolari prestampati
Gli inserti auricolari prestampati possono essere facilmente inseriti
nel meato acustico esterno senza dover essere precedentemente modellati.
Gli inserti auricolari prestampati sono solitamente prodotti in
materiali morbidi quali ovatta minerale, silicone, gomma o plastica.
Sono disponibili in più taglie.
4.2.2. Inserti auricolari modellabili dall'utilizzatore
Gli inserti auricolari modellabili dall'utilizzatore sono fabbricati in
materiali comprimibili che l'utilizzatore modella prima di inserirli nei
meati acustici esterni. Dopo l'inserzione, questi inserti auricolari
spesso si espandono e formano una chiusura ermetica nei meati acustici
esterni.
4.2.3. Inserti auricolari realizzati su misura
Si tratta di inserti auricolari normalmente di materiale plastico
modellato su un'impronta di meati acustici esterni del portatore.
4.3. Inserti auricolari con archetto
Gli inserti auricolari con archetto sono solitamente inserti auricolari
di silicone, gomma o materie plastiche morbide sospesi su un archetto di
sostegno. Essi vengono inseriti o posti all'imbocco del meato acustico
esterno in modo da chiuderlo a tenuta.
4.4. Tipi speciali
4.4.1. Protettori sensibili al livello
I protettori sensibili al livello sono concepiti per fornire una
maggiore protezione all'incremento del livello sonoro.
4.4.2. Protettori per la riduzione attiva del rumore (ANR)
Si tratta di protettori auricolari che incorporano dispositivi
elettroacustici concepiti per sopprimere parzialmente il suono in arrivo
al fine di migliorare ulteriormente la protezione del portatore.
4.4.3. Cuffie per comunicazione
Le cuffie associate a dispositivi di comunicazione necessitano di un
sistema aereo o via cavo attraverso il quale possono essere trasmessi
segnali, allarmi, messaggi di lavoro o programmi di intrattenimento.
4.4.4. Elmetti acustici
Gli elmetti acustici coprono sia gran parte della testa sia l'orecchio
esterno. Ciò può ridurre ulteriormente la trasmissione dei suoni per via
aerea alla scatola cranica e quindi ridurre la conduzione ossea del
suono all'orecchio interno.
5. Selezione
5.1. Generalità
Poiché esistono diversi tipi di protettori in grado di coprire una vasta
gamma di situazioni lavorative, è auspicabile scegliere i protettori più
appropriati al tipo di lavoro.
Questa selezione dovrebbe tener conto (vedere punti seguenti) di fattori
quali:
Marcatura di certificazione
Requisito di attenuazione sonora
Confortevolezza del portatore
Ambiente di lavoro e attività lavorativa
Disturbi medici
Compatibilità con altri dispositivi di protezione della testa quali
elmetti, occhiali, eccetera
5.2. Marcatura di certificazione (I)
Si dovrebbero selezionare solo i protettori auricolari provvisti di
una marcatura di certificazione di conformità appropriata (come esempio
vedere fig. 2).
___________________
(I) Il Dlgs 10/97, che ha recepito le direttive 93/68/CEE, 93/95/CEE e
96/58/CE relative ai dispositivi di protezione individuale, ha stabilito
che dal 2 gennaio 1997, per tutte le categorie di DPI, non è più
richiesto che la marcatura CE debba riportare l'indicazione delle ultime
due cifre dell'anno di apposizione della marcatura stessa.
___________________
5.3. Requisito di attenuazione sonora
5.3.1. Generalità
È auspicabile che un protettore riduca il livello del rumore
all'orecchio del portatore al di sotto del livello di azione. Tuttavia,
si deve tener conto anche della necessità di evitare l'isolamento del
portatore aumentandone la difficoltà nella percezione dei suoni (vedere
fig. 3 e 5.3.4.).
5.3.2. Selezione di protettori auricolari in funzione della loro
attenuazione sonora
I procedimenti raccomandati per valutare il livello di rumore
effettivo ponderato A a livello dell'orecchio quando si indossano
protettori auricolari sono descritti nelle appendici A e B. Si dovrebbe
dare priorità ai procedimenti di cui in A 2, seguiti nell'ordine da
quelli indicati in A 3, A 4 e A 5.
5.3.3. Attenuazione in "condizioni reali"
I dati di attenuazione utilizzati per stimare il livello di rumore
all'orecchio quando si indossano protettori auricolari sono quelli
derivati dalla prova della soglia soggettiva della EN 24869-1. Sebbene
questo metodo utilizzi diversi soggetti umani che indossano il
protettore per la prova adattandolo personalmente, le prestazioni
ottenute in "condizioni reali" possono essere minori di quelle ottenute
nel laboratorio di prova a causa di un adattamento non corretto o perché
il soggetto ha i capelli lunghi oppure perché indossa occhiali o altri
indumenti di protezione.
Questa riduzione dell'attenuazione in "condizioni reali" varia da
prodotto a prodotto. Essa può essere ridotta al minimo con un
adattamento corretto (vedere 6.6).
5.3.4. Effetto di iperprotezione
Si dovrebbe aver cautela di non scegliere protettori auricolari che
forniscono un'attenuazione eccessivamente elevata. Detti dispositivi
possono causare difficoltà di comunicazione oppure risultare meno
confortevoli rispetto a dispositivi con un'attenuazione minore e quindi
sarebbero indossati per un periodo di tempo minore (vedere fig. 3).
5.3.5. Combinazione di cuffie e inserti auricolari
Il lavoro in condizioni di rumore estreme può richiedere una
protezione maggiore rispetto a quella fornita da una cuffia o da un
inserto auricolare indossati separatamente. L'attenuazione fornita
dall'utilizzo congiunto dei due protettori non corrisponde alla somma di
quella che caratterizza i singoli protettori. Alcune combinazioni
possono addirittura ridurre la protezione. È opportuno seguire il
consiglio di persone competenti per quanto concerne la capacità di una
combinazione di protettori a fornire una maggiore attenuazione. Se sono
disponibili dati sull'attenuazione per le combinazioni, sarebbe
preferibile utilizzare questi prodotti.
5.3.6. Attenuazione inadeguata
Per gli ambienti rumorosi per i quali non è possibile selezionare un
protettore auricolare che fornisca un'attenuazione adeguata (vedere A
1), si devono trovare altri mezzi di riduzione dell'esposizione, per
esempio riducendo l'emissione di rumore o diminuendo la durata
dell'esposizione.
5.4. Confortevolezza del portatore
Attualmente non è possibile attribuire alla confortevolezza dei
protettori auricolari una caratteristica quantitativa assoluta (indice
alla confortevolezza). Possono essere importanti parametri quali la
massa, i materiali e la costruzione, la pressione esercitata dal
cuscinetto, la forza esercitata dall'archetto di sostegno e la
regolabilità delle cuffie nonché la facilità di inserimento e di
estrazione degli inserti auricolari. I requisiti per detti parametri
sono definiti nella EN 352-1 e nella EN 352-2.
Laddove possibile, l'utilizzatore dovrebbe poter effettuare una scelta
personale tra i protettori auricolari. Gli acquirenti, i dipendenti, i
supervisori o le altre parti interessate, secondo i casi, dovrebbero
assicurarsi che la scelta venga effettuata tra i tipi adatti.
5.5. Ambiente di lavoro e attività lavorativa
5.5.1. Alta temperatura ed umidità
Il lavoro fisico, specialmente a temperature ambiente e/o umidità
elevate, potrebbe causare una mancata e sgradevole sudorazione sotto le
cuffie. In questi casi sono preferibili gli inserti auricolari. Se si
indossano cuffie, si possono usare delle sottili coperture per
cuscinetti in materiale assorbente.
Non è possibile giudicare soggettivamente la perdita di attenuazione che
può essere causata dall'uso delle coperture. Si dovrebbero preferire i
prodotti che dispongono di dati di attenuazione per la combinazione di
cuffie e copertura.
5.5.2. Polvere
Il lavoro in ambienti polverosi può dar luogo alla formazione di uno
strato di polvere tra i cuscinetti delle cuffie e la pelle che potrebbe
causare irritazioni cutanee. In questi casi possono essere preferibili
inserti auricolari monouso o cuffie con coperture per i cuscinetti.
5.5.3. Esposizione ripetuta a rumori di breve durata
Sono preferibili cuffie e "inserti auricolari con archetto" nei casi
di esposizione ripetuta a rumori di breve durata, in quanto facili e
veloci da mettere e togliere.
5.5.4. Suoni informativi del processo lavorativo
Quando nel rumore prodotto dal lavoro devono essere ascoltati suoni
informativi ad alta frequenza, sono preferibili protettori auricolari
con una caratteristica di attenuazione sonora uniforme in tutto il campo
di frequenza.
5.5.5 Segnali di avvertimento e trasmissione di messaggi verbali
Quando il riconoscimento di suoni come segnali di avvertimento e
messaggi verbali può essere compromesso da rumori ambiente a bassa
frequenza, sono preferibili protettori auricolari con una caratteristica
sonora uniforme in tutto il campo di frequenza. Vedere anche EN 457. (I)
Se tra i portatori vi sono persone che presentano ipoacusia, essi
dovrebbero essere inclusi nel gruppo di soggetti da sottoporre ad un
controllo dell'udito in conformità alla EN 457. (II)
___________________
(I) Udibilità
Il segnale sonoro deve essere chiaramente udibile. La soglia di
mascheramento deve essere superata. Di norma ciò si ottiene quando il
livello di pressione acustica ponderata A del segnale è maggiore del
livello di pressione acustica del rumore ambiente di almeno 15 dB. È
possibile ottenere previsioni più precise utilizzando analisi di banda
di ottava o di banda di un terzo di ottava.
Nota - L'uso dell'analisi di banda di un terzo di ottava permette di
ottenere risultati più precisi, ma nella maggior parte dei casi è
sufficiente l'analisi di banda di ottava.
Quando si utilizza l'analisi di banda di ottava il livello di pressione
acustica deve essere maggiore della soglia di mascheramento di almeno 10
dB in una o più bande di ottava nel campo di frequenza indicato in 8.2.
Quando si utilizza l'analisi di banda di un terzo di ottava il livello
di pressione acustica deve essere maggiore della soglia di mascheramento
di almeno 13 dB in una o più bande di un terzo di ottava nel campo di
frequenza indicato in 8.2. In tutti i casi è necessario tener conto
della capacità uditiva delle persone nell'area di ricezione del segnale
e dell'uso di protettori auricolari. Fino a prova contraria, in base per
esempio a prove sperimentali di ascolto (vedere 6.2.), per garantire
l'udibilità nell'area di ricezione del segnale per persone con udito
normale o lievi perdite uditive il livello di pressione acustica
ponderata A del segnale non deve essere minore di 65 dB. Nel caso in cui
le persone interessate abbiano perdite uditive medie o gravi, deve
essere eseguita una prova d'ascolto alla quale deve prendere parte un
campione rappresentativo di dette persone, o il riconoscimento del
segnale di pericolo non deve essere considerato affidabile.
(II) Prova d'ascolto
I requisiti dei segnali acustici di pericolo definiti in 5.2 sono pure
considerati soddisfatti se le persone presenti nell'area di ricezione
del segnale riconoscono il segnale acustico di pericolo. Per eseguire
una prova d'ascolto, per esempio nell'ambiente di lavoro, è possibile
utilizzare la procedura seguente.
Formare un gruppo di almeno 10 soggetti di prova provenienti dall'area
di ricezione del segnale rappresentativi, per quanto possibile, di tutti
i gruppi di età presenti.
Senza preavviso, si presenta a questo gruppo il segnale acustico di
pericolo nelle condizioni più sfavorevoli nell'area di ricezione del
segnale (vale a dire al livello massimo di rumore ambiente e
possibilmente durante il manifestarsi di altri segnali). La prova deve
essere ripetuta 5 volte.
Se necessario, i soggetti di prova devono usare i propri protettori
auricolari. Il segnale acustico di pericolo viene considerato
riconoscibile se esso viene riconosciuto da tutti i soggetti di prova.
Se nell'area di ricezione del segnale vi sono meno di 10 persone, le
prove devono essere eseguite in presenza di tutte le persone. Se
nell'area di ricezione del segnale vi sono persone anziane e persone con
compromissione della capacità uditiva devono essere incluse nel gruppo
di soggetti di prova per la prova d'ascolto.
___________________
5.5.6. Localizzazione della sorgente d
Talvolta è necessaria l'identificazione della direzionabilità di una
sorgente sonora. La localizzazione può risultare compromessa quando si
indossano protettori auricolari, in particolare le cuffie.
5.6. Disturbi medici
Prima di prescrivere qualsiasi tipo di protettore auricolare (per
esempio da parte di personale medico), si dovrebbe chiedere
all'utilizzatore se ha o ha avuto disturbi auricolari come irritazione
del meato acustico esterno, otalgia, fuoriuscita di materiale purulento
o ipoacusia, oppure se è in trattamento per una patologia auricolare o
un'affezione cutanea. Per stabilire quale tipo di protettore auricolare
è adatto a persone con questo genere di problemi è opportuno richiedere
il parere di un medico.
Le persone che presentano ipoacusia possono trovare che l'uso di
protettori auricolari comporti maggiori difficoltà d'ascolto. In questi
casi, è opportuno richiedere il parere di uno specialista appropriato.
5.7. Compatibilità con altri dispositivi di protezione della testa
Si dovrebbe tener conto delle linee guida indicate in 6.5 qualora
sia richiesta la compatibilità con altri dispositivi di protezione della
testa. Possono essere preferibili inserti auricolari o cuffie leggere
nei casi in cui sono utilizzate determinate combinazioni di dispositivi
di protezione individuale. Nei casi in cui vengono indossate cuffie con
occhiali (vedere 6.5.3), l'uso di ampi e morbidi cuscinetti può ridurre
al minimo la riduzione dell'attenuazione sonora.
Per combinazioni di questo genere, si dovrebbero preferire i prodotti
provvisti di dati sull'attenuazione sonora.
6. Uso
6.1. Generalità
Al fine di evitare la reticenza all'uso di protettori auricolari, è
necessario fornire spiegazioni efficaci sulla loro necessità di impiego.
La mancanza di motivazione è talvolta dovuta ad una carenza di
informazioni o ad una scelta non corretta. Per esempio, si può avvertire
una sensazione di isolamento quando si indossano per la prima volta
protettori auricolari.
6.2. Periodo di impiego
Perché siano efficaci, i protettori auricolari devono essere
indossati durante tutto il periodo di esposizione a livelli di rumore
nocivi. Se i protettori vengono tolti anche per brevi periodi, la
protezione effettiva si riduce sensibilmente come illustrato in fig. 4.
Quando le persone non indossano protettori auricolari durante tutto il
periodo di esposizione al rumore, il fattore limitativo diventa il
periodo trascorso senza protettori e non più le prestazioni dei
protettori.
6.3. Protettori auricolari progettati per essere utilizzati in una
direzione particolare
Nei casi in cui i protettori auricolari hanno una conchiglia o un
inserto destinati esclusivamente all'orecchio sinistro e una conchiglia
o un inserto destinati esclusivamente all'orecchio destro, si dovrebbe
aver cura di assicurare che i protettori auricolari siano indossati
correttamente.
6.4. Disponibilità di protettori
Il personale dovrebbe essere a conoscenza del fatto che non deve
accedere a zone con livelli di rumore pericolosi senza indossare
protettori auricolari.
Nei casi in cui si utilizzano protettori monouso, è opportuno che sia
resa disponibile una scorta di protettori nei normali punti di accesso a
zone con livelli di rumore pericolosi. Se necessario, è opportuno che
siano presi provvedimenti ulteriori per fornire protettori auricolari ai
visitatori.
6.5. Compatibilità di altri dispositivi di protezione della testa e/o
indumenti con le cuffie e gli inserti auricolari con archetto
6.5.1. Generalità
Non sono rari i casi in cui persone che lavorano in aree rumorose
devono indossare altri dispositivi di protezione della testa che possono
determinare una riduzione delle prestazioni del protettore auricolare.
Un'attenzione particolare dovrebbe essere rivolta agli aspetti descritti
nei seguenti punti quando si indossano cuffie o inserti auricolari con
archetto.
6.5.2. Indumenti di protezione
Gli indumenti protettivi dovrebbero essere indossati sopra a
qualsiasi tipo di protettore auricolare e non sotto di esso. Qualsiasi
tentativo di indossare cuffie o inserti auricolari con archetto sopra
agli indumenti ridurrà sensibilmente la loro efficacia.
6.5.3. Occhiali
Le stanghette degli occhiali dovrebbero essere di tipo a basso
profilo, in modo da non disturbare la chiusura a tenuta della cuffia
contro la testa (vedere 5.7). È preferibile l'uso di inserti auricolari
o cuffie con cuscinetti ampi e morbidi.
6.5.4. Occhiali di protezione
Si dovrebbe aver cura di assicurare che la sede delle lenti e la
cinghia di sostegno non interferiscano con il cuscinetto della cuffia o
non ne compromettano la chiusura a tenuta.
6.5.5. Visiere
La larghezza della visiera dovrebbe essere tale da prevenire
l'interferenza con il protettore auricolare quando questo è utilizzato.
6.5.6. Cappucci
I protettori auricolari dovrebbero essere indossati sotto il
cappuccio.
6.5.7. Elmetti di sicurezza
Alcune cuffie sono concepite per essere indossate in associazione a
elmetti di sicurezza (non montate sull'elmetto) e possono essere tenute
in posizione sulla testa con una cinghia che passa sulla testa e/o
dietro alla nuca. Si dovrebbe aver cura di assicurare che il bordo
dell'elmetto non interferisca con la cuffia.
6.5.8. Respiratori
Si dovrebbe aver cura di assicurare che la bardatura del respiratore
non interferisca con la chiusura a tenuta della cuffia contro il lato
della testa.
6.6. Adattamento corretto dei protettori auricolari
Al fine di ottenere l'attenuazione sonora prevista, i protettori
auricolari devono essere indossati in conformità alle istruzioni del
fabbricante, vedere 5.3.3.
Le cuffie dovrebbero essere indossate sistemando e regolando
correttamente l'archetto di sostegno sulla testa o dietro alla nuca.
Gli inserti auricolari dovrebbero essere introdotti sufficientemente nel
meato acustico esterno al fine di evitare una perdita considerevole di
attenuazione sonora. Gli inserti auricolari devono essere introdotti
sempre con le mani pulite. Le parti dell'inserto auricolare che vengono
a contatto con il meato acustico esterno devono essere pulite.
Gli inserti auricolari disponibili in diverse taglie dovrebbero essere
adattati singolarmente per ciascun orecchio poiché non sempre le
dimensioni e la forma del meato acustico destro e sinistro sono uguali.
6.7. Udibilità dei messaggi verbali e/o dei segnali di avvertimento e
di allarme quando si indossano protettori auricolari
Vi è una tendenza naturale da parte delle persone che indossano
protettori auricolari ad abbassare il tono di voce ed è importante che
essi mantengano o persino aumentino il tono di voce al fine di
migliorare la comunicazione.
I segnali di allarme, avvertimento o chiamata nella zona rumorosa
dovrebbero essere selezionati in modo da poter essere uditi da coloro i
quali devono indossare protettori auricolari (vedere 5.5.5). L'udibilità
di qualsiasi segnale desiderato dovrebbe essere garantita mediante prove
in condizioni reali che possono variare con il tempo e i processi
lavorativi. Se il rumore è sufficientemente forte da interferire con
l'udibilità di detti segnali, può essere necessario adottare un sistema
complementare di allarme visivo (vedere EN 457).
6.8. Attività nel tempo libero
È opportuno incoraggiare l'uso di protettori auricolari quando
l'esposizione al rumore può danneggiare l'udito in situazioni non
lavorative, per esempio durante le gare di tiro. Inoltre, si dovrebbe
prestare un'attenzione particolare quando si ascolta la musica ad un
volume molto alto, per esempio quando si usano le cuffie o nelle
discoteche.
6.9. Guida per l'uso
Tutte le persone che necessitano di indossare protettori auricolari
dovrebbero ricevere un'informazione sufficiente e un'adeguata formazione
in materia di uso di protettori auricolari. Il procedimento di selezione
dovrebbe essere ripetuto ad intervalli regolari, per esempio prendendo
in considerazione i nuovi prodotti.
È opportuno fornire informazioni specialmente sui seguenti punti:
- influenza del periodo di impiego ai fini della protezione ottenuta
(vedere 6.2);
- disponibilità di protettori auricolari (vedere 6.4);
- influenza di un corretto inserimento degli inserti auricolari e di
un'adeguata chiusura a tenuta delle cuffie ai fini dell'effetto
protettivo (vedere 6.6);
- udibilità dei messaggi verbali e/o dei segnali di avvertimento e di
allarme (vedere 6.7);
- istruzioni per l'uso del fabbricante.
Se necessario, dovranno essere fornite informazioni ulteriori:
- sui protettori auricolari che devono essere utilizzati in una
direzione ben determinata (vedere 6.3);
- sulla compatibilità di altri dispositivi di protezione della testa con
le cuffie e gli inserti auricolari con archetto (vedere 6.5).
Deve essere garantita una formazione su tutti gli effetti di un corretto
adattamento e in materia di comunica (vedere 6.6 e 6.7).
7. Cura e manutenzione
7.1. Generalità
I protettori auricolari riutilizzabili devono essere sottoposti ad
interventi regolari di manutenzione e pulizia al fine di evitare una
riduzione dell'effetto protettivo, irritazioni cutanee o altri disturbi
auricolari.
7.2. Pulizia ed igiene
La contaminazione dei protettori auricolari ad opera di sostanze
estranee, soluzioni, residui liquidi, polveri, materiale particolato,
eccetera, che potrebbero introdursi in seguito alla manipolazione dei
protettori auricolari, può essere causa di irritazioni o abrasioni
cutanee. Tutto il personale dovrebbe essere avvertito sull'importanza di
avere sempre le mani pulite quando si maneggiano i protettori
auricolari, in particolare se si tratta di inserti auricolari. Il
personale dovrebbe inoltre essere avvertito sulla necessità di
consultare un medico qualora si riscontrino irritazioni cutanee durante
o in seguito all'uso di protettori auricolari.
Quando devono essere indossati inserti auricolari riutilizzabili, è
essenziale che essi siano lavati con cura o puliti completamente in
conformità alle istruzioni del fabbricante e quindi conservati in una
custodia apposita fino all'impiego successivo.
Le cuffie, in particolare i cuscinetti, devono essere puliti seguendo le
istruzioni del fabbricante.
Gli stessi inserti auricolari non dovrebbero essere mai indossati da più
di una persona. In circostanze eccezionali, in cui cuffie già indossate
da una persona devono essere indossate da un'altra persona (per esempio
visitatori), le cuffie dovrebbero essere sottoposte prima ad una pulizia
igienica. Può essere appropriato l'uso di coperture monouso per i
cuscinetti.
7.3. Conservazione
È opportuno prendere precauzioni appropriate per una conservazione
pulita dei protettori quando questi non vengono usati. Esse potrebbero
comprendere sacchetti per la conservazione delle cuffie, armadietti o
cassetti puliti per la conservazione degli inserti auricolari
riutilizzabili. Si dovrebbe aver cura di non tendere l'archetto
auricolare e deformare i cuscinetti. Per la conservazione di cuffie
collegate a elmetti, si dovrebbe aver cura di non deformare i cuscinetti
esercitando una pressione contro l'elmetto. Gli inserti auricolari e le
cuffie dovrebbero essere conservati in un ambiente idoneo. Un'attenzione
particolare dovrebbe essere prestata ai consigli del fabbricante sulle
corrette condizioni di conservazione. I protettori auricolari non
utilizzati dovrebbero essere conservati in conformità alle istruzioni
del fabbricante. Quando sono previsti inserti auricolari monouso
dovrebbero essere sempre disponibili scorte.
7.4. Ispezione e sostituzione
I protettori auricolari dovrebbero essere ispezionati ad intervalli
frequenti per identificare quelli danneggiati da difetti meccanici,
invecchiamento, incidenti o cattivo uso. Gli archetti di sostegno
possono essere soggetti a deformazione intenzionale o accidentale e la
loro geometria dovrebbe essere confrontata con quella di un campione non
utilizzato se si ha l'impressione di una perdita di forza. I cuscinetti
delle cuffie devono essere sostituiti in conformità alle istruzioni del
fabbricante non appena perdono la loro forma originale, si induriscono o
diventano fragili, mostrano segni di rottura o di diminuzione delle loro
prestazioni per ragioni diverse.
Devono essere disponibili ricambi o prodotti nuovi.
7.5. Guida per la manutenzione
È opportuno fornire a tutte le persone che devono indossare protettori
auricolari informazioni relative alla cura e alla manutenzione (vedere
7.2, 7.3, 7.4) che dovrebbero essere ripetute ad intervalli regolari.
7.6. Eliminazione
Le disposizioni relative all'eliminazione dei protettori auricolari
usati dovrebbero garantire che questi non possano essere
inavvertitamente riutilizzati e che non causino danni all'ambiente.

Fig. 1 - Misure atte a ridurre il rischio individuale di ipoacusia
indotta da rumore

Fig. 2 - Esempio di marcatura di conformità

Fig. 3 - Fattori da tenere in considerazione per la selezione dei
protettori auricolari

1 per un protettore auricolare che assicura un'attenuazione di 10 dB in
un rumore dato
2 per un protettore auricolare che assicura un'attenuazione di 20 dB in
un rumore dato
3 per un protettore auricolare che assicura un'attenuazione di 30 dB in
un rumore dato
Fig. 4 - Riduzione della protezione effettiva fornita dai protettori
auricolari con la diminuzione della durata di utilizzo, in un ambiente
di rumore dato
Note alla fig. 4:
Nota i) se indossato solo per 4 h su una giornata lavorativa di 8 h, la
protezione effettiva fornita da qualsiasi protettore auricolare non è
maggiore di 3 dB.
Nota ii) per esempio, nel caso in cui si abbia un ambiente con rumore
stazionario LAeq, 8h uguale a 105 dB e il protettore
auricolare dia un'attenuazione di 30 dB.
Se è indossato per tutte le 8 h, il livello di rumore effettivo
all'orecchio L'Aeq, 8h = 75 dB.
Se il protettore auricolare non è utilizzato per 30 min. su una giornata
lavorativa di 8 h, l'L'Aeq, 8h = 93 dB,
quindi, nonostante l'uso di protettori auricolari, vi è il rischio di
ipoacusia da rumore.
Appendice A
Metodi di valutazione dell'attenuazione sonora di un protettore
auricolare relativa ad un livello di pressione acustica continua
equivalente ponderata A
A1. Generalità
La presente appendice descrive i metodi di valutazione del livello di
pressione acustica ponderata A effettiva a livello dell'orecchio quando
si indossa un protettore auricolare in un ambiente di rumore dato.
Da questo dato può essere a sua volta calcolata l'esposizione quotidiana
equivalente, tenendo conto dell'associazione di ambiente rumoroso e
tempo di esposizione durante la giornata.
In funzione del livello di informazioni disponibili sul rumore nel luogo
di lavoro in questione, si dovrebbe scegliere il metodo appropriato di
selezione del protettore auricolare in conformità al prospetto A 1.
Deve essere data la preferenza ai procedimenti illustrati in A 2,
seguiti nell'ordine da quelli indicati in A 3, A 4 e A 5.
Tutti i metodi si basano sui valori di attenuazione misurati in
conformità alla EN 24869-1 e non sui valori di attenuazione specifici
per l'individuo in questione.
Il metodo per banda d'ottava (A 2) consiste in un calcolo diretto della
riduzione del rumore sulla base dei livelli di rumore per banda d'ottava
sul luogo di lavoro e dei dati di attenuazione per banda d'ottava per il
protettore auricolare sottoposto a valutazione.
Il metodo HML (A 3) specifica tre valori di attenuazione, H, M e L,
calcolati dai dati di attenuazione per banda d'ottava di un protettore
auricolare. Detti valori, se abbinati ad una misura dei livelli di
pressione acustica ponderata A e C del rumore, sono utilizzati per
calcolare la riduzione prevista del livello di rumore (PNR) che viene
successivamente sottratta dal livello di pressione acustica ponderata A
osservato per calcolare il livello di pressione acustica ponderata A
effettivo a livello dell'orecchio quando si indossa il protettore
auricolare.
Il controllo HML (A 4) rappresenta un'abbreviazione del metodo HML che
non richiede un livello di informazioni così elevato sul rumore come il
metodo HML.
Il metodo SNR (A 5) specifica un solo valore di attenuazione, la
riduzione semplificata del livello di rumore (SNR). Come la PNR, anche
la SNR viene sottratta da una misura del livello acustico totale, in
questo caso il livello di pressione acustica ponderata C, per calcolare
il livello di pressione acustica ponderata A effettivo a livello
dell'orecchio quando si indossa il protettore auricolare.
Nota - I metodi descritti in A 2, A 3 e A 5 sono derivati dall'ISO/DIS
4869-2.
Prospetto A 1 - Livelli di
informazione sul rumore nel luogo di lavoro e metodo appropriato per
valutare l'attenuazione sonora
|
Metodo raccomandato |
Informazioni necessarie |
|
Metodo per banda d'ottava |
Rumori costanti: livello di
pressione acustica per banda d'ottava |
|
Vedere A 2. |
Rumori fluttuanti o
impulsivi: livello di pressione acustica per banda d'ottava
continua equivalente LOCI,eq |
|
Metodo HML |
Livello di pressione
acustica ponderata A LAe (LC - LA) |
|
Vedere A 3. |
Rumori fluttuanti o
impulsivi - dati sui valori continui equivalenti LAeq
(LCeq - LAeq ) |
|
Controllo HML |
Pressione acustica ponderata
A LA |
|
Vedere A 4. |
Impressione prodotta dal
suono per la decisione soggettiva tra due classi di rumore
(utilizzando liste di esempi di sorgenti di rumore) |
|
|
Rumori fluttuanti o
impulsivi - dati sui valori continui equivalenti LAeq |
|
Metodo SNR |
Livello di pressione
acustica ponderata A LAe (LC - LA) |
|
Vedere A 5. |
Rumori fluttuanti o
impulsivi - dati sui valori continui equivalenti LAeq
(LCaq - LAcq) |
In tutti i metodi la
percentuale di situazioni in cui il livello di pressione acustica
ponderata A sotto il protettore auricolare è uguale o minore del livello
previsto, ai fini del presente documento è stata fissata all'84%, vale a
dire che i valori di attenuazione (APV) usati in ciascuna frequenza di
prova sono i valori medi meno uno scarto tipo.
I quattro metodi (da A 2 a A 5) consentono di prevedere il livello di
pressione acustica ponderata A effettivo totale a livello dell'orecchio
quando si indossa il protettore auricolare, L'A . Quando
cambiano gli ambienti rumorosi e/o la durata dell'esposizione, dovrebbe
essere calcolato e utilizzato il livello giornaliero equivalente. Questo
dovrebbe essere uguale o minore del livello di azione definito su scala
nazionale Lact che impone l'uso di protettori auricolari
perché l'attenuazione sonora del protettore auricolare possa essere
considerata sufficiente.
Inoltre, per evitare l'iperprotezione, L'A non dovrebbe
essere minore di Lact - 15 dB (vedere prospetto A 2).
Tuttavia, tipi di protettori auricolari già utilizzati e accettati, che
consentono di ottenere una protezione sufficiente, possono continuare ad
essere indossati.
Prospetto A 2 - Esempio della valutazione dell'attenuazione sonora di un
protettore auricolare in una situazione di rumore specifica
|
Livello effettivo
all'orecchio, L'A in dB |
Stima della protezione |
|
maggiore di Lact |
Insufficiente |
|
tra Lact e Lact
- 5 |
Accettabile |
|
tra Lact - 5 e Lact
- 10 |
Buona |
|
tra Lact - 10 e Lact
- 15 |
Accettabile |
|
minore di Lact -
15 |
Troppo alta (iperprotezione) |
Per gli esempi indicati da
A 2 a A 5 sono stati applicati i dati seguenti.
Ambiente con rumore continuo per tutta la giornata:
|
Frequenza in Hz |
125 |
250 |
500 |
1k |
2k |
4k |
8k |
|
Livello per banda d'ottava
Loct in dB |
84 |
86 |
88 |
97 |
99 |
97 |
96 |
LA
= 104 dB
LC = 103 dB
LC - LA = 1 dB
Classe di rumore HM
Protettore auricolare da valutare:
|
Frequenza in Hz |
125 |
250 |
500 |
1k |
2k |
4k |
8k |
|
Attuazione (APV) in dB |
7,0 |
11,4 |
15,7 |
19,4 |
24,4 |
32,6 |
29,7 |
H = 25 dB} derivati in
conformità all'ISO/DIS 4869-2
M = 18 dB} derivati in conformità all'ISO/DIS 4869-2
L = 13 dB } derivati in conformità all'ISO/DIS 4869-2
SNR = 21 dB } derivati in conformità all'ISO/DIS 4869-2
Livello di azione Lact = 85 dB (A)
A 2. Metodo per banda d'ottava
Fase 1: Calcolare il livello di pressione acustica ponderata A L'A
sotto il protettore auricolare utilizzando l'equazione seguente:

dove:
f rappresenta la frequenza centrale della banda d'ottava, in Hz;
Lf è il livello di pressione acustica per banda d'ottava Loct
del rumore in dB nella banda d'ottava f;
Af è la ponderazione in frequenza A, in dB;
APVf è il valore di protezione presunto del protettore
auricolare, in dB.
Nota - Se sono disponibili i dati di attenuazione a 63 Hz, il calcolo
può iniziare a detta frequenza.
Fase 2: Arrotondare al numero intero più prossimo.
Esercizio di calcolo di L'A secondo il metodo per banda
d'ottava: (utilizzando i dati indicati in A 1)
|
Frequenza |
Frequenza centrale della banda in Hz |
|
125 |
250 |
500 |
1k |
2k |
4k |
8k |
|
Livelli di pressione acustica del rumore misurati per banda
d'ottava (dB) (Riga 1) |
84 |
86 |
88 |
97 |
99 |
88 |
96 |
|
Ponderazione A in dB (Riga 2) |
-16,1 |
-8,6 |
-3,2 |
0 |
+1,2 |
+1,0 |
-1,1 |
|
Sommare la riga 2 alla riga 1 (Riga 3) |
67,9 |
77,4 |
84,8 |
97,0 |
100,2 |
98,0 |
94,9 |
|
Valori
di protezione presunti del protettore auricolare (Riga 4) |
7,0 |
11,4 |
15,7 |
19,4 |
24,4 |
32,6 |
29,7 |
|
Sottrarre la riga 4 dalla riga 3 e moltiplicare per 0,1
(Riga 5) |
6,09 |
6,60 |
6,91 |
7,76 |
7,58 |
6,54 |
6,52 |
Calcolare L'A
nel modo seguente:
L'A = 10 log (106,09 + 106,60 + 106,91
+ 107,76 + 107,58 + 106,54 + 105,52)
L'A = 80,6 dB (A)
Arrotondare al numero intero più prossimo; il livello di pressione
acustica ponderata A sotto il protettore auricolare è 81 dB(A).
Valutazione: detto valore è compreso tra 0 e -5 dB rispetto a Lact
, la scelta del tipo di protettore auricolare è considerata
"accettabile" per il rumore dato, vedere prospetto A 2.
Metodo HML
Il metodo HML si basa su tre valori di attenuazione, H, M e L, calcolati
a partire dai dati di attenuazione per banca d'ottava di un protettore
auricolare. Detti valori, se associati ad una misura dei livelli di
pressione acustica ponderata A e C del rumore, sono utilizzati per
calcolare la riduzione prevista del livello di rumore (PNR) che viene
successivamente sottratta dal livello di pressione acustica ponderata A
osservato per calcolare il livello di pressione acustica ponderata A
effettivo a livello dell'orecchio quando si indossa il protettore
auricolare (L'A).
Fase 1: Calcolare la differenza tra il livello di pressione acustica
ponderata C e il livello di pressione acustica ponderata A del rumore,
(LC - LA).
Fase 2: Calcolare la riduzione prevista del livello di rumore (PNR)
secondo una delle equazioni seguenti:
PNR = M - [(H - M) / 4](LC - LA -2) dB; per (LC
- LA) < o = 2 dB
PNR = M - [(H - L) / 8](LC - LA -2) dB; per (LC
- LA) > 2 dB
Fase 3: Arrotondare al numero intero più prossimo.
Fase 4: Calcolare il livello di pressione acustica ponderata A effettivo
all'orecchio secondo l'equazione seguente:
L'A = LA - PNR
e confrontare L'A con il livello di azione dato Lact
.
Esempio: Applicazione del metodo HML (utilizzando i dati riportati in A
1)
Fase 1: La differenza tra il livello di pressione acustica ponderata C e
il livello di pressione acustica ponderata A dal rumore è data (1 dB).
Fase 2: Invece di calcolare il valore PNR, può essere usata la fig. A 1
in cui sono stati indicati i dati H, M e L per questo protettore
auricolare. Incominciando come indicato da (LC - LA)
= -1 dB, si ottiene PNR = 23,5 dB.
Fase 3: PNR = 24 dB
Fase 4: L'A = 104 dB - PNR = 80 dB(A)
L'A < Lact
L'A > o = Lact -5
Valutazione: la scelta del tipo di protettore auricolare rispetto
all'attenuazione acustica è "accettabile", vedere prospetto A 1.

Fig. A 1 - Grafico che consente di ottenere il valore PNR senza
effettuare calcoli
A 4. Controllo HML
Il controllo HML rappresenta un'abbreviazione del metodo HML; in
generale, non è necessario conoscere il livello di pressione acustica
ponderata C o la differenza di livello LC - LA.
Fase 1: Decidere mediante un controllo di ascolto del rumore sul luogo
di lavoro e consultare la lista di esempi se il rumore viene catalogato
come appartenente alla classe per cui LC - LA < o
= 5 dB (rumori di frequenza da media a elevata, vedere lista di esempi 1
"Classe di rumore HM")
- passare alla fase 3
oppure
se il rumore viene catalogato come appartenente alla classe per cui LC
- LA > 5 dB (rumori di frequenza dominante bassa, vedere
lista di esempi 2 "Classe di rumore L")
passare alla fase 2
Lista di esempi 1: Sorgenti
di rumore della classe di rumore HM - rumori di frequenza da media a
elevata LC - LA < 5 dB
|
Taglio
alla fiamma |
Presse
rotative ad alta velocità alimentate da bobine |
|
Motori
diesel |
Formatrici a scossa e compressione |
|
Macchine per rivestimento di zucchero |
Utensili ad urto |
|
Ugello
ad aria compressa |
Rettificatrici |
|
Chiodatrici pneumatiche |
Magli
per fucinatura |
|
Piegatrici/bordatrici |
Filatoi |
|
Sbavatrici |
Macchine per maglieria |
|
Macchine per finitura |
Troncatrici alla mola |
|
Macchine per la lavorazione del legno |
Telai
meccanici |
|
Pompe
idrauliche |
Centrifughe |
|
Levigatrici |
|
Lista di esempi 2: Sorgenti
di rumore della classe di rumore L - rumori di frequenza dominante
bassa, LC - LA > 5 dB
|
Escavatori |
Gruppi
compressori (a pistone) |
|
Gruppi
convertitori |
Convertitori |
|
Forni
di fusione elettrici |
Cubilotti |
|
Forni
a combustione |
Macchine per pressofusione |
|
Forni
di ricottura |
Macchine movimento terra |
|
Altoforni |
Macchine per pulitura a getto |
|
Frantumatoi meccanici |
|
Fase 2: Sottrarre il valore L dal livello di pressione acustica
ponderata A.
L'A = LA - L
Se L'A > Lact
La protezione è insufficiente; provare un altro tipo di protettore
auricolare con un'attenuazione maggiore.
Se L'A < Lact
L'attenuazione sonora del protettore auricolare è sufficiente.
Se L'A > Lact - 15 dB
L'attenuazione sonora è "accettabile" o "buona".
Fase 3: Sottrarre il valore M dal livello di pressione acustica
ponderata A.
L'A = LA - M
Se L'A > Lact
- passare alla fase 4
Se L'A < Lact
L'attenuazione sonora del protettore auricolare è sufficiente.
Se L'A > Lact - 15 dB
L'attenuazione sonora è probabilmente "accettabile" o "buona".
Fase 4: Sottrarre il valore H dal livello di pressione acustica
ponderata A.
L'A = LA - H
Se L'A > Lact
Provare un altro tipo di protettore auricolare con un'attenuazione
maggiore.
Se L'A < Lact
Il protettore auricolare può essere appropriato: ottenere ulteriori
informazioni sul rumore e passare al punto A 2, A 3 o A 5.
Esempio: applicazione del controllo HML (utilizzando i dati riportati in
A 1)
Fase 1: Dato un rumore di alta frequenza della classe di rumore HM, con
LA = 104 dB.
Fase 3: LA - 19 = L'A = 85 dB(A)
Valutazione: il livello di rumore ponderato A previsto sotto il
protettore auricolare è uguale al livello di azione, quindi
l'attenuazione sonora è appena "accettabile".
A 5. Metodo SNR
Fase 1: Il livello di pressione acustica ponderata A previsto sotto il
protettore auricolare L'A può essere calcolato sulla base del
livello di pressione acustica ponderata C sul luogo di lavoro LC
secondo
L'A = LC - SNR
oppure sulla base del livello di pressione acustica ponderata A secondo
la formula
L'A = LA + (LC - LA) - SNR
Arrotondare L'A al numero intero più prossimo.
Fase 2: Confrontare L'A con il livello di azione dato Lact
. Decidere se l'attenuazione è sufficiente o meno.
Esempio: applicazione del metodo SNR (utilizzando i dati riportati in A
1)
Fase 1: Il livello di pressione acustica ponderata C è LC =
103 dB, quindi L'A deve essere calcolato secondo
L'A = 103 - SNR
con SNR = 21 dB come indicato per il protettore auricolare selezionato
L'A = 82 dB(A)
Fase 2: Valutazione: L'A < Lact e L'A >
Lact - 15 dB, quindi l'attenuazione sonora è "accettabile".
Appendice B
Metodi di valutazione dell'attenuazione sonora di un protettore
auricolare rispetto al livello di pressione acustica di picco
B 1. Generalità
L'attenuazione sonora del protettore auricolare può essere considerata
sufficiente rispetto al criterio del livello di picco, se il livello di
pressione acustica di picco effettivo all'orecchio quando si indossa il
protettore auricolare, L'peak , è uguale o minore del livello
di azione.
Un metodo pratico per il calcolo di L'peak è qui di seguito
descritto; altri metodi sono in fase di elaborazione.
Due tipi di rumori impulsivi/d'impatto devono essere distinti rispetto
alla distribuzione di frequenza del rumore e questa distinzione può
essere valutata per mezzo della differenza tra i valori massimi dei
livelli di pressione acustica ponderata C e A, misurati con un fonometro
a risposta "rapida" (LCFmax - LAFmax ).
Il contenuto di energia equivalente di impulsi rispettivi rispetto ai
livelli di azione per un rumore continuo dovrebbe essere valutato in
conformità all'appendice A.
B 2. Rumori d'impatto e rumori impulsivi prodotti da utensili ed armi
di piccolo calibro
Nel prospetto B 1 sono elencati alcuni esempi di rumori
d'impatto/impulsivi di frequenza da media a elevata e i valori
appropriati LCFmax - LAFmax .
Per rumori di questo tipo con LCFmax - LAFmax < 5
dB, il livello di picco sotto il protettore auricolare effettivo a
livello dell'orecchio può essere calcolato sottraendo il valore M
(vedere metodo HML A 3) dal livello di picco misurato.
L'peak = Lpeak - M
Prospetto B 1 - Esempio di
rumori impulsivi/d'impatto con (LCFmax - LAFmax )
< 5 dB
|
Sorgente di rumore |
Lpeak
tipico in dB |
LCFmax
- LAFmax in dB |
|
fucile automatico |
160 |
1 |
|
pistola scacciacani |
159 |
-1 |
|
fuochi d'artificio |
168 |
1 |
|
pistola chiodatrice |
159 |
-1 |
|
maglio per fucinatura
pesante |
144 |
-1 |
|
pistola |
160 |
0 |
|
dispositivo di raddrizzatura |
152 |
1 |
B 3. Rumore impulsivo generato da armi di grosso calibro e da cariche
esplosive
Per rumori di questo tipo non esiste un metodo affidabile per la
valutazione delle caratteristiche di attenuazione sonora.
Le ricerche attuali suggeriscono che sia le cuffie sia gli inserti
auricolari possano dare una protezione sufficiente. Può essere
utilizzata una combinazione di protettori.
Appendice C
(informativa)
Queste raccomandazioni costituiscono una guida per la selezione, l'uso,
la cura e la manutenzione dei protettori auricolari e trattano i
requisiti della Direttiva 89/656/CEE sui "requisiti minimi di sicurezza
e salute per l'uso da parte dei lavoratori di dispositivi di protezione
individuale sul luogo di lavoro".
La norma EN 352 ("Protettori auricolari - Requisiti di sicurezza e prove
- Parti 1 - 4") stabilisce i requisiti per i dispositivi di protezione
auricolare personali che possono essere utilizzati nell'ambito della
Direttiva 89/686/CEE "Dispositivi di protezione individuale". In
particolare, la norma tratta i requisiti dell'Allegato II della
Direttiva quali progettazione ergonomica, innocuità ed impedimento
minimo, confortevolezza ed efficacia, intercompatibilità dei DPI ed
informazioni per l'utilizzatore. Il requisito particolare relativo alla
capacità dei protettori auricolari di ridurre il rumore al di sotto dei
livelli limite quotidiani stabiliti dalla Direttiva 86/188/CEE sulla
"protezione dei lavoratori dai rischi correlati all'esposizione a rumore
al lavoro" è affrontato nella presente norma sia sotto forma di
requisito relativo alle prestazioni di attenuazione provato in
conformità alla EN 24869-1, che deve essere dichiarato, sia attraverso
la determinazione di un livello minimo di attenuazione per i
dispositivi. L'ISO/DIS 4869-2 descrive i procedimenti per calcolare le
prestazioni di attenuazione sulla base dei dati indicati nella EN
24869-1.
(N.B.: l'allegato 1 e'
riportato qui sotto anche in formato PDF)
Allegato 2 (*)
Si riporta di seguito la norma UNI 10720 (1998)
Guida alla scelta e
all'uso degli apparecchi di protezione delle vie respiratorie
________________________
(*)
(a) I richiami di norme tecniche effettuati nel testo
costituiscono soltanto un riferimento bibliografico atto ad indicare la
fonte di quanto affermato: per la comprensione del testo stesso non è
generalmente necessaria la loro consultazione; ove ciò risultasse invece
necessario, viene riportato in nota il punto o i punti specifici della
norma richiamata.
b) Sono altresì riportati in nota i necessari chiarimenti in relazione
agli aggiornamenti normativi.
c) Le note di cui alle lettere a) e b) sono indicate con numerazione
romana.
________________________
0 INTRODUZIONE
La presente norma è stata elaborata sulla base del rapporto tecnico CEN
CR 529:1993. Essa intende mostrare come le persone possano essere
protette dai rischi per la salute dovuti ad insufficienza di ossigeno
e/o a presenza di sostanze pericolose nell'atmosfera ambiente. A tal
fine, dopo aver fornito informazioni su tali rischi e sulle misure che
possono essere prese per prevenirli, la norma tratta dei dispositivi
conformi alle norme europee in materia di apparecchi di protezione delle
vie respiratorie (APVR).
Il corpo umano può ricevere danni sia per una insufficienza di ossigeno
nell'aria da respirare sia per la presenza in essa di sostanze
pericolose. Una insufficienza di ossigeno nell'aria da respirare porta
ad insufficienza di ossigeno nelle cellule del corpo umano ed ostacola
importanti funzioni vitali. Essa non è avvertita dai sensi dell'uomo e
conduce ad uno stato di incoscienza. Una insufficienza di ossigeno può
causare un danno irreversibile alle cellule cerebrali ed anche la morte.
L'entità del danno dipende dalla concentrazione di ossigeno residuo
nell'aria inspirata, dalla durata degli effetti dovuti all'insufficienza
di ossigeno, dalla frequenza e dal volume di respirazione nonché dalla
specifica condizione fisica della persona.
Se il corpo assorbe sostanze pericolose, secondo il modo specifico in
cui le sostanze agiscono (azione fisica, chimica o combinata) possono
aversi malattie polmonari, intossicazioni acute o croniche, lesioni da
radiazioni, tipi diversi di tumori o altri tipi di danni (per esempio
allergie). L'entità del danno dipende generalmente dalla concentrazione
e dalla durata dell'effetto della sostanza pericolosa alla salute, dalla
via per la quale essa agisce con il corpo (per esempio deposizione nei
polmoni, assorbimento nel sangue), dall'affaticamento dovuto al lavoro
svolto, dalla frequenza e dal volume di respirazione nonché dalla
specifica condizione fisica della persona.
1 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE
La presente norma ha lo scopo di fornire un indirizzo per la scelta e
l'uso degli APVR. Essa può essere utilizzata, integralmente o
parzialmente, nel predisporre raccomandazioni per l'uso degli APVR negli
ambienti di lavoro.
Il contenuto della presente norma non esime dalla necessità di porre a
confronto le raccomandazioni date con le reali condizioni e le esigenze
di protezione di ogni specifico ambiente di lavoro.
La presente norma non si applica agli apparecchi per immersione e agli
apparecchi per alte quote e pressioni diverse dalla normale pressione
atmosferica. Gli apparecchi per autosalvataggio sono trattati solo
parzialmente. Infine, per alcune specifiche applicazioni, per esempio
per i vigili del fuoco, per centrali elettronucleari, per atmosfere
esplosive e per impieghi in condizioni climatiche estreme, possono
rendersi necessari ulteriori requisiti e considerazioni aggiuntive.
In appendice A (informativa) è riportato l'elenco completo delle norme
europee sugli APVR disponibili alla data di pubblicazione della presente
norma.
2 RIFERIMENTI NORMATIVI
UNI EN 132 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie - Definizioni
UNI EN 133 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie -
Classificazione
UNI EN 136 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie - Maschere
intere - Requisiti, prove, marcatura
UNI EN 137 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie -
Autorespiratori ad aria compressa a circuito aperto - Requisiti, prove,
marcatura
UNI EN 140 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie -
Semimaschere e quarti di maschera - Requisiti, prove, marcatura
UNI EN 141 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie - Filtri
antigas e combinati - Requisiti, prove, marcatura
UNI EN 142 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie - Boccaglio
completo - Requisiti, prove, marcatura
UNI EN 143 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie - Filtri
antipolvere - Requisiti, prove, marcatura
UNI EN 145 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie -
Autorespiratori ad ossigeno compresso a circuito chiuso - Requisiti,
prove, marcatura
UNI EN 146 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie -
Elettrorespiratori a filtro antipolvere completi di elmetti o cappucci -
Requisiti, prove, marcatura
UNI EN 147 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie -
Elettrorespiratori a filtro antipolvere completi di maschere intere,
semimaschere o quarti di maschera - Requisiti, prove, marcatura
UNI EN 149 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie - Facciali
filtranti antipolvere - Requisiti, prove, marcatura
UNI EN 269 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie - Respiratori
a presa d'aria esterna assistiti con motore, con cappuccio - Requisiti,
prove, marcatura
UNI EN 270 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie - Respiratori
ad adduzione d'aria compressa, con cappuccio - Requisiti, prove,
marcatura
UNI EN 271 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie - Respiratori
ad aria compressa dalla linea oppure a presa d'aria esterna assistiti
con motore, con cappuccio per uso in operazioni di sabbiatura -
Requisiti, prove, marcatura
UNI EN 371 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie - Filtri tipo
AX antigas e combinati contro composti organici a basso punto di
ebollizione - Requisiti, prove, marcatura
UNI EN 372 - Apparecchi di protezione delle vie respiratorie - Filtri
tipo SX antigas e combinati contro composti specificatamente indicati -
Requisiti, prove, marcatura
UNI EN 397 Elmetti di protezione per l'industria
UNI EN 405 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie - Facciali
filtranti antigas o antigas e antipolvere dotati di valvole - Requisiti,
prove e marcatura
UNI EN 28996 Ergonomia - Determinazione della produzione di energia
termica metabolica
EN 50020 Costruzioni elettriche per atmosfere potenzialmente esplosive -
Sicurezza intrinseca "i"
3 DEFINIZIONI
Ai fini della presente norma si applicano le definizioni della UNI EN
132.
4 MISURE GENERALI PER IL CONTENIMENTO DEGLI INQUINANTI AMBIENTALI E
L'UTILIZZO DEGLI APVR
Prima di prendere in considerazione l'utilizzo di un APVR deve essere
attuato, per quanto ragionevolmente fattibile "in relazione alle
conoscenze acquisite in base al progresso tecnico 1), il
contenimento degli inquinanti in sospensione nell'aria con il ricorso a
metodi ingegneristici in uso (per esempio sistemi di confinamento,
impianti di aspirazione).
Se tale obiettivo non può essere raggiunto o se, per mezzo di misure
tecniche od organizzative, esso può essere raggiunto soltanto in modo
insufficiente, è allora opportuno rendere disponibili, per ogni singolo
scopo specifico, gli idonei APVR e assicurarne in modo appropriato
l'uso, l'immagazzinamento e la manutenzione.
La conformità di un APVR, quando viene usato nel modo prescritto, è
dimostrata dalla documentazione che ne attesta la rispondenza alla
specifica norma armonizzata. La presente norma non contiene un elenco
esaustivo di tutti i possibili APVR. Gli APVR vengono sottoposti alle
prove presso i laboratori designati a questo scopo dagli organismi di
controllo autorizzati 2).
L'utilizzatore deve ricevere istruzioni e tecniche di addestramento per
l'uso degli APVR e deve osservarle. Anche durante un'attività fisica
faticosa gli APVR devono fornire all'utilizzatore un'alimentazione
sufficiente di aria respirabile, cioè non dannosa e di percezione non
sgradevole (per esempio a causa del suo odore, della temperatura o del
contenuto di umidità).
Le istruzioni che il fabbricante deve fornire insieme agli APVR
contengono l'informazione necessaria per persone idonee e opportunamente
addestrate per l'uso degli APVR: per esempio il modo di maneggiarli, i
possibili errori nell'uso, i limiti di protezione, le limitazioni
all'uso, le prove e la manutenzione. Le istruzioni, redatte in lingua
italiana, devono essere osservate dall'utilizzatore.
Generalmente gli APVR sono usati solo per brevi periodi (parti di turni
di lavoro); essi non hanno la funzione di sostituire possibili soluzioni
tecniche. Tuttavia in casi di emergenza (per esempio autosalvataggio,
interventi di riparazione o imitazione di conseguenze di guasti) e
durante operazioni di soccorso (per esempio servizio antincendio,
servizi di soccorso minerario), gli APVR possono essere gli unici mezzi
per prevenire l'esposizione.
La finalità di un APVR correttamente scelto è di proteggere l'apparato
respiratorio dall'inalazione di inquinanti in sospensione nell'aria
(cioè particelle, vapori e gas) o da insufficienza di ossigeno.
È importante scegliere il tipo corretto di APVR fra i molti disponibili
e conformi ai requisiti delle specifiche norme. L'uso di un tipo errato
può essere pericoloso. È altresì importante che tutte le persone, per le
quali si rende necessario il ricorso ad un APVR, siano adeguatamente
addestrate, istruite al suo uso ed eventualmente sottoposte ad esame
medico.
Alcune sostanze tossiche possono essere assorbite attraverso la pelle o
possono danneggiarla. Quando tali sostanze sono presenti nell'ambiente,
l'intero corpo deve essere protetto. Per esempio atmosfere radioattive o
corrosive richiedono l'uso di speciali indumenti di tipo conforme ai
requisiti delle norme specifiche.
L'inquinante può essere causa di irritazione o di danno per gli occhi.
In tali casi è necessaria la protezione degli occhi.
Il funzionamento di un APVR consiste o nel filtrare l'atmosfera
inquinata o nel fornire aria respirabile da una sorgente alternativa.
L'aria raggiunge l'utilizzatore tramite un boccaglio, in quanto di
maschera, una semimaschera, una maschera intera, un elmetto, un
cappuccio, un giubbotto o una tuta (questi ultimi con elmetto o
cappuccio incorporati).
Per ogni tipo di APVR, a seguito di prove di laboratorio, è stato
calcolato, in diverse norme specifiche, il massimo valore ammesso per la
perdita verso l'interno, o per singoli componenti o per l'intero
apparecchio. I massimi valori ammessi per la perdita verso l'interno
forniscono perciò un'indicazione dell'efficienza potenziale dei vari
tipi di apparecchi. Questo parametro costituisce pertanto una guida e
rappresenta la capacità che hanno i diversi tipi di apparecchi di
ridurre il livello d'inquinamento nella zona circostante le vie
respiratorie dell'utilizzatore. Per il raggiungimento di tale livello di
protezione è però essenziale che l'apparecchio, correttamente scelto,
sia bene indossato e adattato durante la permanenza nella zona a
rischio. Se l'utilizzatore viene consultato in merito alla scelta, è
molto più probabile che il dispositivo di protezione scelto venga
accettato. Se gli APVR sono confortevoli è maggiore la probabilità che
essi siano indossati ed adattati in modo corretto.
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1) Dlgs 626/1994, articolo 3, comma 1, lettera b).
2) Dlgs 475/1992, articolo 6.
__________________________________
5 CRITERI DI SCELTA
5.1 Valutazioni generali
La grande varietà di rischi che può presentarsi nel corso di una data
operazione richiede una scelta attenta e consapevole dell'APVR.
La scelta degli APVR da usare contro sostanze che presentano un rischio
noto per la salute dovrebbe dipendere da un insieme di considerazioni
sull'efficienza/capacità dell'apparecchio, sulla perdita del facciale,
sui valori limite di soglia per l'esposizione all'inquinante (o agli
inquinanti) negli ambienti di lavoro nonché sulla concentrazione
dell'inquinante nello specifico ambiente di lavoro e sulla durata
dell'attività lavorativa nell'area inquinata.
Premesso che, per la scelta dell'idoneo APVR, è comunque necessario
tenere conto di quanto esposto da 5.1.1 a 5.1.9, il punto 10 si propone
di fornire indicazioni operative per l'effettuazione di tale scelta.
5.1.1 Valutazione del rischio
Valutare il rischio vuol dire anzitutto identificare in modo appropriato
la natura dell'inquinamento e appurare se esso sia dovuto a particelle,
a gas, a vapori, ad insufficienza di ossigeno o ad una combinazione di
questi fattori. È inoltre importante la conoscenza delle condizioni di
temperatura e di umidità dell'ambiente di lavoro.
La valutazione richiede inoltre o che sia già disponibile
un'informazione sufficiente sulle probabili concentrazioni degli
inquinanti sul posto di lavoro o la necessità di campionamenti d'aria
per fornire una misura delle esposizioni medie e di picco dei
lavoratori.
5.1.2 Estensione e localizzazione del rischio
Deve essere posta attenzione all'estensione del rischio nello spazio
e nel tempo, come pure all'accesso al posto di lavoro e alle possibili
sorgenti di alimentazione di aria respirabile.
La scelta del tipo di apparecchio più adatto in una determinata
circostanza richiede la conoscenza sia del rischio dal quale ci si deve
proteggere sia dei limiti nei quali l'apparecchio stesso fornisce
protezione.
È necessario conoscere le concentrazioni degli inquinanti pericolosi che
presumibilmente possono essere presenti, nonché i valori dei limiti di
esposizione consentiti per gli ambienti di lavoro.
5.1.3 Purezza dell'aria respirabile
L'aria respirabile deve possedere i seguenti requisiti di purezza:
- se non specificato diversamente, gli inquinanti devono essere presenti
in quantità la più piccola possibile e comunque in nessun caso devono
superare i limiti di esposizione consentiti;
- il contenuto in olio minerale deve essere tale che l'aria ne sia priva
di odore (la concentrazione di soglia dell'odore è circa pari a 0,3 mg/m3).
Inoltre, per un corretto funzionamento degli apparecchi sotto indicati,
l'umidità dell'aria respirabile deve rispettare i requisiti seguenti:
- negli autorespiratori ad aria compressa a circuito aperto il contenuto
in acqua non deve essere maggiore di 35 mg/m3 negli
apparecchi a pressione nominale maggiore di 200 bar e i 50 mg/m3
negli apparecchi fino a 200 bar (misurati a pressione atmosferica);
- nei respiratori isolanti ad adduzione di aria compressa, l'aria stessa
deve avere un punto di rugiada sufficientemente basso da impedirne il
congelamento all'interno.
5.1.4 Libertà di movimento
I respiratori a filtro interferiscono molto poco con i movimenti.
Gli apparecchi ad adduzione di aria compressa e a presa d'aria esterna
limitano invece severamente l'area operativa e presentano un pericolo
potenziale in quanto le tubazioni possono venire a contatto con i
macchinari o essere schiacciate da oggetti pesanti.
Gli autorespiratori hanno invece l'inconveniente delle dimensioni e del
peso che possono limitare i movimenti negli spazi angusti e ridurre la
capacità di lavoro quando si tratti di lavoro pesante.
5.1.5 Campo visivo
Generalmente, tutti i facciali limitano, in qualche misura, il campo
visivo dell'utilizzatore. Di ciò bisognerebbe tenere conto nella scelta
dell'apparecchio di protezione.
5.1.6 Comunicazione orale
I normali facciali distorcono in qualche misura la voce ma di solito
la valvola di espirazione consente una discreta trasmissione della voce
a brevi distanze in sufficienti condizioni di quiete. Tuttavia, poiché
il parlare può essere causa di perdite nel facciale, lo si dovrebbe fare
il meno possibile. Non deve essere consentito portare se si usano
apparecchi che incorporano un boccaglio.
Esistono, come parte integrante di alcuni apparecchi di protezione,
dispositivi meccanici per la trasmissione della voce, consistenti in un
diaframma che trasmette il suono. Il diaframma agisce come una barriera
nei confronti dell'atmosfera ambiente e non deve essere manomesso.
Sono disponibili vari metodi per trasmettere elettronicamente la voce
dal facciale e comunemente essi fanno uso di un microfono collegato ad
un telefono o ad una radio trasmittente. Di solito il microfono è
montato sul facciale con l'amplificatore, l'alimentatore e
l'altoparlante o il trasmettitore sistemati all'esterno del facciale e
trasportati dall'operatore oppure localizzati in una zona lontana.
Facciali del tipo elmetto o casco o cappuccio possono comportare una
riduzione delle facoltà uditive e di ciò occorre tenere conto nella
scelta. Possono altresì esistere dispositivi per compensare tali
effetti.
5.1.7 Condizioni climatiche estreme
Può essere importante valutare la resistenza dell'apparecchio di
protezione a condizioni estreme di temperatura ed umidità, specialmente
quando l'apparecchio sia scelto per essere utilizzato in situazioni di
emergenza. Infatti valori estremi (alti o bassi) dell'umidità relativa e
della temperatura possono influire negativamente e/o compromettere il
funzionamento di alcuni apparecchi e di loro elementi (per esempio i
filtri antigas).
5.1.8 Altri dispositivi di protezione individuale
Quando gli APVR includono componenti atti a proteggere altre parti
del corpo (per esempio testa o occhi), non si dovrebbe dare per scontato
che tali componenti forniscano il livello di protezione indicato nelle
norme specifiche, a meno che ciò non venga affermato dal fabbricante con
la dichiarazione di conformità ai requisiti essenziali di sicurezza e
salute 3) e con il riferimento delle specifiche norme
armonizzate.
L'utilizzatore dovrebbe essere consapevole del fatto che, quando è
necessario indossare gli APVR, in particolare gli apparecchi a facciale
intero unitamente ad indumenti protettivi che possano influire sulla
capacità del corpo di eliminare il calore, ciò può ingenerare un rischio
aggiuntivo dovuto ad affaticamento termico.
È necessario che eventuali dispositivi di protezione per gli occhi ed
occhiali da vista siano compatibili con gli APVR. In presenza di gas
corrosivi non è raccomandabile la combinazione di una semimaschera o di
un quarto di maschera con dispositivi di protezione degli occhi. In casi
del genere si dovrebbe usare una maschera intera.
Indossando una maschera intera non devono essere usati occhiali da vista
con stanghette che attraversino il bordo della maschera stessa; sono
previste montature speciali.
__________________________________
3) Dlgs 475/1992, articolo 3.
5.1.9 Situazioni estreme
5.1.9.1 Pericoli eccezionali
Una situazione di pericolo può essere ulteriormente aggravata
dall'apporto di fattori eccezionali che dovrebbero essere previsti a
momento della scelta dell'APVR. Le sostanze infiammabili costituiscono
un problema particolare e ci può essere la necessità che gli APVR da
utilizzare in atmosfere contenenti tali sostanze debbano avere requisiti
supplementari (per esempio requisiti di sicurezza intrinseca) per poter
essere considerati idonei.
Situazioni particolarmente eccezionali, alle quali vanno incontro i
servizi di emergenza e di salvataggio, possono richiedere speciali
considerazioni circa l'ingresso nelle atmosfere pericolose, e ciascuna
di tali situazioni deve essere trattata tenendo conto delle sue proprie
specificità.
Per molti apparecchi, le prove di infiammabilità costituiscono un
requisito facoltativo e non si propongono di mettere in evidenza il
grado di protezione fornito dall'apparecchio stesso contro i pericoli di
fiamma. Lo scopo è di assicurarsi che l'apparecchio in questione non
accresca la possibilità per l'utilizzatore di ricevere, da
un'esposizione disattenta al fuoco o al calore radiante, un danno
aggiuntivo e maggiore di quello che avrebbe avuto se non lo avesse
utilizzato.
5.1.9.2 Basse temperature
I maggiori problemi connessi con l'uso di facciali in ambienti con
basse temperature comprendono l'appannamento dello schermo visivo, il
congelamento delle valvole respiratorie e danni alla pelle se eventuali
parti metalliche dell'apparecchio ne vengono a contatto.
Nei respiratori isolanti ad aria compressa può verificarsi un
congelamento interno se l'umidità dell'aria respirabile è elevata.
Questo problema può essere aggravato dall'abbassamento di temperatura
causata dal flusso d'aria in espansione.
Gli apparecchi nei quali si produce un flusso d'aria che lambisce il
volto da un lato all'altro, possono essere causa di disagio per
l'utilizzatore a motivo di tale flusso. La durata d'esercizio degli
apparecchi con batteria per la ventilazione forzata può diminuire alle
basse temperature.
L'indurimento e irrigidimento di alcuni materiali utilizzati per
costruire i facciali e i bordi di tenuta possono peggiorare i valori di
quest'ultima. Si deve tenere conto di tale eventualità.
5.1.9.3 Atmosfere esplosive e/o infiammabili
È opportuno richiedere consiglio al fabbricante circa l'idoneità
degli APVR che si intendono utilizzare in atmosfere esplosive e/o
infiammabili.
5.2 Protezione offerta dai diversi apparecchi
5.2.1 Requisiti stabiliti dalle norma per la perdita verso l'interno
Come aiuto per la scelta degli APVR, nel prospetto 1 sono forniti,
per ogni tipo di apparecchio di protezione, i massimi valori ammessi per
la perdita totale verso l'interno.
Alcune norme stabiliscono i massimi valori ammessi (in %) per la perdita
totale verso l'interno relativa all'intero apparecchio di protezione
mentre per altri apparecchi il dato è dedotto dai valori che le norme
stabiliscono per i singoli componenti.
prospetto 1 Massimi valori ammessi per la perdita totale verso l'interno
nelle condizioni di prova in laboratorio stabilite dalle norme
specifiche
|
Apparecchio di protezione |
Marcatura |
Perdita totale verso l'interno
Massimi valori ammessi
(%) |
Norme
di
riferimento
UNI EN |
|
RESPIRATORI A FILTRO |
|
|
|
|
Respiratori con filtro antipolvere |
|
|
|
|
Facciale filtrante |
FFP1 |
22 |
149 |
| |