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Purtroppo nella
gestione delle colture ortofrutticole ci
troveremo a dover affrontare delle problematiche
pronte a manifestarsi alla prima occasione,
inutile farsi prendere dal panico. La
prevenzione è senz'altro la prima cura efficace,
ma ad ogni modo una diagnosi precoce ed una
altrettanto rapida azione curativa sono
sicuramente gli strumenti più idonei per
risolvere situazioni patologiche che, se
trascurate, possono compromettere completamente
il raccolto. Dovremo quindi abituarci ad
osservare spesso ed attentamente le nostre
piante: un intervento tempestivo è molto più
efficace di una cura eccessiva quando già il
problema è in stato avanzato.
Quando
guardare? Basterà una passeggiata fra le piante,
magari nel tardo pomeriggio quando il sole non è
più forte, per controllarne periodicamente lo
stato di salute. Questo è molto importante
sopratutto nelle prime fasi di crescita, quando
le piantine sono ancora giovani e deboli e
quindi maggiormente soggette ad attacchi
parassitari.
Cosa guardare?
Dovremo osservare attentamente, possibilmente a
distanza ravvicinata:
- le cime
dei germogli e le giovani foglioline.
Possono portare piccoli insetti (afidi) oppure
scudetti (cocciniglie), particolarmente golosi
di linfa o muffe (oidio).
- la pagina
inferiore delle foglie. Potremo notare
minuscoli insetti di colore biancastro (mosca
bianca, tripidi) o rosure superficiali (nottue).
- la
colorazione delle foglie. Ingiallimenti più
o meno pronunciati, magari associati a
disseccamento del lembo fogliare ed
arricciamento della foglia, sono un sintomo di
una carenza nutrizionale.
- Le piante
deboli, con fogliame diradato. Sono sintomo
di una grave carenza nutrizionale o di parassiti
nel terreno o nei fusti.
- Le foglie
danneggiate. Seccumi, buchi, rosure,
malformazioni, muffe, anomalie varie segnalano
l'esistenza di una malattia crittogamica o di un
attacco di insetti parassiti.
Prima di
decidere che una pianta "è malata", dovremo
prima chiederci se non esistono altri problemi
di ordine fisiologico come: eccessiva aridità
del terreno, colpi di sole o di gelo, vento
forte, coltura non adatta al terreno o non
alternata nel modo corretto, concimazioni
eseguite male, in modo scarso od eccessivo. Una
volta stabilita la vera causa, potremo procedere
alle cure appropriate. E' importante, inoltre,
tenere presente che i fertilizzanti non sono una
medicina: come nell'uomo, essi agiscono da
ricostituenti ed irrobustiscono le piante, ma da
soli non sono in grado di combattere le
malattie. La concimazione è comunque pratica
colturale essenziale per ottenere piante sane,
vigorose, rigogliose e produttive. Per
raggiungere questo obiettivo è importante però
fornire gli elementi nutritivi prima che la loro
assenza possa generare patologie nutrizionali,
evidenziate da specifici sintomi di carenza.
Successivamente si può intervenire con specifici
prodotti per curare la fisiopatia insorta, ma è
senza dubbio consigliabile prevenire gli stress
nutrizionali per evitare danneggiamenti al ciclo
biologico della pianta che potrebbero portare,
in casi estremi, anche alla morte della pianta
stessa. Altro aspetto da tenere ben presente è
che gli antiparassitari (che combattono gli
insetti) e gli anticrittogamici (che combattono
malattie provocate da funghi), sono medicinali
che vanno usati nelle dosi consigliate. E'
unitile eccedere: meglio agire con prontezza e
ripetere l'intervento dopo alcuni giorni,
piuttosto che fornire una quantità eccessiva in
un'unica soluzione sperando di debellare il
nemico! |