- 12/03/2008:
Affitti dei terreni
- Il segnale che
ci aspettavamo! Aumento dei
cereali aumento degli affitti,
si inizia la campagna agraria
con un aumento di circa il 40 /
50 % rispetto al 2007. Era ora,
dopo 50 anni di immobilismo del
settore un risveglio dell'
agricoltura che pochi sapranno
cogliere. Ci auguriamo che i
terreni rientrino in possesso
degli agricoltori e non come è
successo in questi ultimi
decenni in possesso alla
speculazione di chi agricoltore
proprio no è e ha investito in
terreni solo per bene rifugio.
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- 26/02/2008 - In
attuazione della Legge Finanziaria
2008, che all’articolo 2 ha
introdotto alcune misure urgenti in
termini di controllo dei prezzi e di
tutela dei consumatori, è stata
istituita, presso il Ministero dello
Sviluppo Economico, la figura del
Garante per la sorveglianza dei
prezzi, “Mister Prezzi”. Ed ecco che
le Camere di Commercio hanno
istituito una figura per la raccolta
delle lamentele dei consumatori e
dei relativi prezzi. La nostra
posizione sulla questione può essere
positiva solamente quando si farà una
legge che definisca i prezzi dei
prodotti,e si definiscano le
sanzioni.... altrimenti è un costo per
la società ed un posto politico in più.
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- Entra l' insalata
confezionata nel paniere dei prezzi,
saranno valutate quattro tipi di
confezioni sul sito dell ISTAT le
spiegazioni del paniere 2008.
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Clicca la Notizia
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05/02/2008 - “Farmer
market”
sono i mercati degli agricoltori. Questi
nuovi mercati sono stati legittimati
dalla nuova finanziaria ma…. molti non
approvano. Ovviamente è più facile
fermare un piccolo gruppo di agricoltori
che una catena di supermercati, ovvio ,
poiché diversi sono gli interessi. Ma
pensiamo un poco, perché mai gli
agricoltori cercano delle alternative di
vendita? Ve lo dico io, “perché non
ce la fanno più!” Mentre gli altri
settori si ritagliano i loro ricavi, l’
agricoltore deve combattere con la
domanda e l’ offerta e un calo dei
consumi genera un aumento automatico
dell’ offerta con un vistoso calo dei
prezzi, ovviamente alla produzione .
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- 29/01/2008
- La
spesa alimentare delle famiglie: come
varia nel mondo?
Un interessante confronto tra le diverse
abitudini alimentari nel mondo, e
relativo ammontare dei consumi medi
settimanali. Curioso ed interessante l'
articolo preso in prestito da Freshplaza
che ringraziamo per la professionalità.
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- 19/01/2008 -
Garante per la sorveglianza dei prezzi. Su proposta del ministro
per lo Sviluppo
economico Pierluigi Bersani il premier
Romano Prodi ha nominato Antonio Lirosi
Garante per la sorveglianza dei prezzi.
La nuova figura è stata istituita dalla
Finanziaria per il 2008. Il garante
sovraintenderà alla tenuta e
all'elaborazione delle informazioni
richieste agli «uffici prezzi» delle
Camere di commercio, all'Istat, agli
uffici competenti del ministero per le
Politiche agricole e, per i servizi di
pubblica utilità, alla presidenza del
Consiglio dei ministri, Dipartimento per
la programmazione e il coordinamento
della politica economica. I dati saranno
resi noti anche in forma comparata e
telematica avvalendosi del Portale delle
imprese, gestito in rete dalle Camere di
commercio, che svolge un servizio
informativo e cambia nome, diventando
Portale delle imprese, dei consumatori e
dei prezzi. Secondo noi è un ennesimo
carrozzone che non serve a niente! Il
mercato libero non ha leggi che limita o
aumenta i prezzi dei prodotti, vale
solo: la domanda e l' offerta.
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08/01/2008: Non sono solo i
produttori Italiani a soffrire ma
anche quelli Brasiliani che
coltivano il Caffè, certo proprio
quello che noi pagheremmo 90
eurocent alla tazzina.
Dobbiamo sempre ricordarci che
nei mercati vicini alla produzione
vige la regola della Domanda e dell'
Offerta dei prodotti.
Mentre alla
vendita al consumatore vale la
regola del libero mercato.
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Si sente parlare
molto per la televisione dei
prodotti bio e non sarebbe male fare
un pò di chiarezza sul settore, in
quanto si confonde il metodo di
coltivazione Biologica come previsto
dalla Comunità Europea con il
Prodotto Biologico che in teoria non
esiste. La terminologia esatta è
prodotti provenienti da aziende che
adottano una tecnica di produzione
Biologica
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11/01/2008:
Dieta Mediterranea addio.
In costante calo i consumi
di frutta e vegetali si stima
che per il 2007 il calo dei consumi
in Italia si attesti negativamente
tra il 3 ed il 5 %, totalmente in
controtendenza a quanto la
popolazione dovrebbe fare e cioè
adottare la dieta Mediterranea.
Infatti un costante consumo di
vegetali e frutta fa bene alla
salute, basta vedere la campagna
nazionale di Unaproa "5 colori
del benessere" per rendersi
conto. Questa diminuzione dei
consumi si dice sia attribuita al
caro prodotti che in parte potrebbe
essere anche vero ma non vediamo
nessun scandalo dal momento che il
telefonino costa molto di più della
frutta e della verdura al mese e...
sicuramente non ci alimenta.
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- Ricordiamo che Domenica il
Consorzio Freschissimi lo potete
vedere su LINEA VERDE RAI UNO
L'Azienda è La Marostegana di Marcon
Gastone a Piazzola sul Brenta in
provincia di Padova
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La fiera internazionale dell' Ortofrutticoltura si svolge a
Berlino in Germania dal 07/02 al
09/02, una novità è un settore
fieristico nuovo riservato al
trasformato e cioè alla IV Gamma, si
chiama FRESHCONEX mentre la
rimanente area della Messe di Berlin
è riservata alla tradizionale FRUIT-LOGISTICA,
non mancate
all' evento.
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07/01/2008:
Venerdi 14 dicembre 2007 presso
l’azienda agricola La Marostegana di
Marcon Gastone, si è registrata una
parte della puntata di Linea
Verde, il programma condotto da
Veronica Maya e Massimiliano Ossini.
Durante la registrazione si sono
svolte due interviste, una al
titolare Gastone Marcon ed una al
responsabile tecnico del Consorzio
Freschissimi Dott. Emilio Disarò.
Durante le interviste si è parlato
di baby leaf e di quarta gamma
enfatizzando la naturalità la
freschezza e la comodità di questi
prodotti. La puntata andrà in onda
domenica 13 gennaio 2008 alle ore
12,20 su rai uno. Buona visione
a tutti e non mancate!!
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- 22 Gennaio 2007
Ortofrutta
certificata e catene distributive - Marta Tairona
- In occasione della
mostra convegno "So fresh" è stato
organizzato da Fedagri-Confcooperative
un interessante convegno, con la
partecipazione del ministro Paolo De
Castro, per indagare sul rapporto tra
produzione e distribuzione. Occorre
migliorare la capacità organizzativa
delle imprese del settore, sottolinea il
ministro.
Il ministro De
Castro con Paolo Bruni
- A pochi giorni di
distanza dalla presentazione della
proposta sulla riforma dell'Ocm
ortofrutta è stato organizzato a Bologna
un interessante convegno, al quale ha
partecipato il ministro delle Politiche
agricole alimentari e forestali, che ha
messo a confronto le potenzialità di
commercializzazione, ancora nascoste,
del "prodotto ortofrutta" e le richieste
che vengono dalle catene distributive.
Un incontro inserito nel quadro
fieristico di "So fresh" la mostra
convegno dedicata al settore delle
produzioni fresche, come carne, prodotti
ittici e ortofrutta, e che già dalla sua
prima edizione ha tentato di far
incontrare due referenti spesso
sconosciuti l'uno all'altro: il mondo
della produzione e quello della grande
distribuzione.
Il convegno di Fedagri-Confocooperative,
dedicato al ruolo delle produzioni Igp
nella Gdo italiana, in particolare al
caso del pomodoro Pachino, ha senza
dubbio favorito, tra gli altri eventi di
"So fresh", questo incontro ravvicinato. Il ministro De Castro ha evidenziato,
nel suo intervento, il ruolo strategico
del tavolo con la grande distribuzione
che " non è stato solo un tentativo che
ha mostrato quello che già sapevamo,
cioè la grande forza delle catene
distributive, ma ha anche stimolato
accordi come quello dell'uva da tavola".
Queste buone premesse debbono essere
accompagnate "dal miglioramento della
capacità organizzativa delle imprese
ortofrutticole per migliorare il modo di
stare sul mercato" ha sottolineato il
ministro che nel contempo ha avvertito
dei pericoli, ad esempio i prezzi bassi,
a cui le stesse potrebbero andare
incontro " se non fossero in grado di
organizzarsi meglio sul versante
commerciale". Un invito ad un maggiore impegno da
parte delle catene distributive è stato
distintamente rivolto dal presidente di
Fedagri, Paolo Bruni, in apertura del
suo intervento. "Le catene distributive,
ha dichiarato Bruni, devono impegnarsi
in un'adeguata valorizzazione e
promozione delle produzioni
ortofrutticole Igp, evitandone il più
possibile l'assoggettamento alle
ordinarie prassi di mercato". Bruni ha
spiegato di riferirsi "all'aspetto dei
prezzi, alle promozioni degli accordi ed
alla loro ricaduta sui produttori, che a
fronte di grandi sforzi e costi
aggiuntivi, in alcuni casi non trovano
riscontro nei risultati di vendita". Bruni ha illustrato con chiarezza per
quale motivo le Dop e Igp ortofrutticole
meritino un'attenzione in più. "In virtù
degli elementi aggiuntivi che
garantiscono, come la differenziazione
sui mercati grazie alla qualità
superiore legata ai relativi marchi
collettivi, la garanzia dell'origine
geografica e territoriale, la certezza
di modalità produttive tradizionali
codificate e nei disciplinari
produttivi, una certificazione di
controllo garantita da organismi
specializzati esterni alla filiera, in
uno scenario crescente di attenzione
alla sicurezza alimentare ed alla
qualità delle produzioni".
- Il valore
complessivo per i 45 prodotti
ortofrutticoli certificati, secondo una
recente indagine di Agroter nel 2005, è
stato di circa 165 milioni di euro alla
produzione e di 275 milioni di euro al
consumo, per circa 190.000 tonnellate
commercializzate, pari solo all'1,5%
della Plv ortofrutticola nazionale.
Tuttavia il dato più saliente è
rappresentato dall'esiguità della
porzione esportata, appena un 20% del
prodotto ortofrutticolo viene esportato,
equivalente all'1% dell'export
complessivo dell'Italia e solo 8
prodotti hanno superato le 1.000
tonnellate. Secondo Bruni l'obiettivo da
raggiungere "è sicuramente quello dei
volumi di vendita che restano molto al
di sotto delle reali potenzialità
stimate in 2 milioni di tonnellate" Il presidente Fedagri, a proposito del
proliferare delle denominazioni, ha
dichiarato che "va evitata una
banalizzazione della denominazione di
origine, riservando il riconoscimento
alle produzioni di pregio e va favorita
l'aggregazione dei produttori, partendo
dalla convinzione che l'interesse delle
Igp/Dop è anche quello di offrire la
possibilità ai produttori di affrontare
i mercati unificando sotto un unico
marchio di origine ma anche con forti
marchi commerciali tante piccole aziende
frammentate". E naturalmente un ruolo
importante può giocare proprio la forma
cooperativa, come ha aggiunto Bruni,
ricordando il successo del settore delle
mele costituito dalla Dop del Consorzio
Melinda e dalla Igp dei Consorzi Vog e
Vip. Per quanto riguarda più specificatamente
il caso del Pomodoro Pachino si è
precisato nel convegno che il 70% del
prodotto è controllato da cooperative.
In particolare si è parlato del recente
decollo di una forma consortile privata,
il Consorzio ortofrutticolo siciliano
(Cos) che commercializza con il marchio
"Naturalmente siciliano". Tra gli
obiettivi del Cos, come ha illustrato il
presidente del Consorzio, Gaetano
Mancini, c'è proprio quello di
realizzare una filiera corta tra
produzione e consumo, sviluppando un
proficuo rapporto con le catene della
distribuzione. A partire dal 2007, come ha spiegato
l'amministratore delegato del consorzio,
Salvatore Leone, è in cantiere un
programma promozionale finanziato dal
Mipaaf . E' un progetto ambizioso della
durata triennale che porterà il
consorzio ad "ampliare
significativamente la propria quota di
mercato ed ad affermare definitivamente
le produzioni Igp siciliane nella grande
distribuzione". Come? Attraverso i
servizi avanzati di logistica, offerti
dal Consorzio, oppure le attività di
co-marketing, già realizzate con catene
distributive sensibili alla
valorizzazione delle Igp siciliane.
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03 Ottobre 2006 -
La Finanziaria per l'agroalimentare
Un complesso di interventi che assicura al Paese un contributo strutturale
di quasi 900 milioni di euro nel 2007, destinato a superare i 1.300
milioni dal 2009. Gli obiettivi strategici perseguiti. Nei prossimi
giorni sarà convocata una conferenza stampa per illustrare
i dettagli della manovra per il settore
Palazzo Chigi Nel quadro degli obiettivi di sviluppo nazionale definiti dal DPEF
2007-2011, il DDL relativo alla Finanziaria 2007 pone il settore
agricolo, agroalimentare e della pesca al centro dell'azione di
governo per il risanamento e lo sviluppo del Paese. Un risanamento
in grado di offrire un contributo importante al riequilibrio della
finanza pubblica, ma che allo stesso tempo rappresenta una precondizione per supportare il percorso di crescita
che lo stesso settore è in grado di esprimere nei prossimi
anni. Rigore, risanamento e sviluppo sono infatti strettamente collegati.
Gli interventi di risanamento definiti per il settore agroalimentare
sono basati su meccanismi che non determinano nuova fiscalità
o incrementi dei prezzi: nessun aggravio per gli imprenditori del
settore e nemmeno per i consumatori finali. Gli interventi puntano infatti a fare emergere situazioni di non
corretta applicazione delle normative fiscali e a regolarizzare
i comportamenti degli operatori economici. In particolare si tratta
di interventi per l'aggiornamento del catasto: recupero dei fabbricati
rurali e verifica dei requisiti di ruralità per le abitazioni,
nonchè misure di semplificazione previdenziale e fiscale.
Nel complesso, questi interventi assicurano un contributo strutturale
di quasi 900 milioni di euro nel 2007, destinato a superare i 1.300
milioni di euro dal 2009. E' inoltre da rimarcare che nei mesi scorsi, attraverso le misure
antielusive relative alla compravendita dei terreni agricoli (calcolo
tassazione sul valore reale e non sul valore catastale) e attraverso
l'obbligo per le imprese agricole di presentazione della dichiarazione
di regolarità contributiva (DURC) a partire dal 1 gennaio
2006, sono state assicurate importanti risorse in via permanente
all'erario ed è stato fornito un contributo determinante
per contrastare l'evasione contributiva ed il lavoro nero. A fronte di questi risultati importanti sul lato delle entrate,
il settore agroalimentare e della pesca si impegna ad offrire un
contributo consistente agli obiettivi di crescita del Paese, ed
in questo senso la stabilita' fiscale e contributiva (Iva, Irpef)
già definite nel DPEF (nonché la proroga della L.
30 per il settore della Pesca) sono precondizioni per lo sviluppo
del settore. Sul lato dello sviluppo si punta a raggiungere notevoli obiettivi
strategici - duraturi e coerenti con le regole comunitarie - mettendo in campo un articolato impianto
di interventi e norme: - Rafforzando la capacità competitiva delle imprese : dallo
sviluppo della forma societaria in agricoltura allo sviluppo della
vendita diretta, dall'attivazione di un fondo per l'imprenditoria
giovanile allo sviluppo della multifunzionalità agricola
attraverso l'ampliamento delle possibilità per le amministrazioni
pubbliche di affidare servizi alle imprese agricole. L'agricoltura,
inoltre, partecipa alla politica di riduzione del cuneo fiscale,
dove la riduzione IRAP derivante dai nuovi calcoli per la base imponibile
tiene conto proprio della specificità del settore, parametrando
il beneficio anche nei confronti dei lavoratori a tempo parziale
di tipo verticale e di tipo misto (lavoratori agricoli "stabilizzati); Promuovendo lo sviluppo nei mercati internazionali: con un intervento
specifico di credito d'imposta per gli investimenti diretti alle
imprese che sviluppano marchi e produzioni italiane nei mercati
esteri, con una premialità specifica per i consorzi di imprese
e il prodotto agricolo di origine italiana; Supportando lo sviluppo delle filiere innovative a partire dalle
modifiche alla legge 81 che permetteranno l'avvio della filiera
nazionale dei biocarburanti (oltre alla nuova dotazione di risorse
per la defiscalizzazione del bioetanolo per triennio 2008-2010),
la promozione dell'autoconsumo degli oli vegetali a fini energetici,
le biomasse, la chimica verde, ma anche mediante la riproposizione
del credito d'imposta. In questo quadro si inserisce l'intervento,
concertato con il Ministero dello sviluppo economico, per il sostegno
di 5 progetti nazionali di innovazione industriale. Due di questi
progetti ("Made in Italy" e "efficienza energetica")
coinvolgono direttamente le filiere agroalimentari food e no-food.
Inoltre, non meno importanti, sono le misure per lo sblocco degli
interventi del Piano irriguo nazionale (fondo di rotazione per le
opere pluriennali), le disposizioni in materia di controlli nel
settore agroalimentare, nonché altri interventi per la semplificazione
e trasparenza nella gestione delle politiche di settore. A supporto di tali interventi e politiche si inserisce il rifinanziamento
della L. 499 che permette al settore di disporre dello strumento
autonomo di sostegno dello sviluppo. Strumento che permetterà,
in coerenza agli obiettivi del DPEF, anche di sostenere tanto la
concentrazione e le fusioni tra imprese, quanto lo sviluppo di strumenti
di controllo e indirizzo quali il catasto vitivinicolo e ortofrutticolo. Gli sforzi definiti nel DPEF e nella Finanziaria 2007 si collegano
ad una piu' complessiva opera di intervento del Mipaaf nel quadro
di una forte razionalizzazione e rilancio di strumenti e risorse
gia' disponibili che danno corpo ad un articolato progetto di sviluppo
dell'agricoltura e dell'agroalimentare nazionale. In definitiva, il DDL Finanziaria 2007 consente di non incrementare
il prelievo fiscale sul settore e, contemporaneamente, pone l'agroalimentare
italiano sulla via dell'innovazione, della qualità e della
competitività. Una strada sostenuta sì da risorse
specifiche ma anche da una serie di norme e novità che danno
all'impresa maggiori libertà e opportunità di operare
nel mercato dei prodotti e dei servizi agroalimentari e rurali. Per entrare nel dettaglio e spiegare con numeri e particolari tecnici
tutti gli ambiti del capitolo della Finanziaria relativo al settore
agricolo, agroalimentare e della pesca, nei prossimi giorni verrà
convocata una conferenza stampa presso la sede del Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali in via XX Settembre 20,
a Roma.
Notizie da www.aiol.it |
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28 Settembre 2006 -
Anche i campioni perdono terreno -
Maria Rosito
E' stato presentato a Roma il IV Rapporto Federalimentare-Ismea
"Il made in Italy alimentare alla prova della concorrenza".
Segnali preoccupanti sulla capacità del settore a competere
sui mercati internazionali. Il ministro Paolo De Castro annuncia
il credito d'imposta per le imprese che vogliono esportare
Il rapporto Federalimentare-Ismea arriva proprio in concomitanza
con la classifica sulla competitività del World economic
forum che incorona i più bravi e relega il nostro Paese al
42° posto, superati da Ungheria, Lituania, Qatar, Tunisia, Barbados.
Quattro posizioni in meno rispetto allo scorso anno. La parolina magica si chiama competitività e non sembra affascinarci
più di tanto visto che continuiamo a perdere colpi sul mercato
internazionale. Trascinato nel vortice anche il nostro agroalimentare, secondo comparto
produttivo nel Paese dopo quello meccanico, con il suo fatturato
di 107 miliardi di euro. La nota dolente è rappresentata
proprio dalla capacità di partecipare alla competizione internazionale,
dal dinamismo delle nostre imprese una volta che varcano i confini
nazionali. Secondo gli indicatori del rapporto il vantaggio competitivo del
settore alimentare italiano negli ultimi dieci anni si è
ridotto del 15,4% mentre la produttività è diminuita
nello stesso periodo del 3% a causa della frammentazione aziendale,
dell'insufficiente concorrenza nei servizi, di una scarsa tendenza
all'innovazione ma soprattutto, recita il rapporto, per colpa di
una finanza non a misura d'internazionalizzazione. Per il rafforzamento della filiera agroalimentare il ministro delle
Politiche agricole alimentari e forestali, Paolo De Castro, che
ha partecipato a Roma alla presentazione del rapporto, ha annunciato
l'introduzione del credito d'imposta, tra le misure previste nella
Finanziaria per lo sviluppo del settore. "Sarà come
uno stimolo, ha sottolineato De Castro, perché legherà
il marchio alla materia prima italiana". Il ministro a più
riprese nel corso del suo intervento rimarca la strategicità
dell'export anche in considerazione della stabilità dei nostri
consumi interni. Con tale nuovo strumento si intende dare una mano
alle imprese che commercializzano all'estero concedendo loro un
sostegno alle iniziative promozionali e pubblicitarie. Tutto il valore dell'export assomma a 16 miliardi di euro, appena
al 14% del fatturato del settore, una cifra irrisoria che, sottolinea
il rapporto, equivale a quanto gli italiani spendono in un anno
per giocare al lotto o fare i regali di Natale. La nostra 'pigrizia' o scarsa attenzione verso l'estero si accompagna
all'aggressività dei vecchi competitors mentre sempre nuovi
paesi si affacciano sui mercati mondiali. I concorrenti di sempre
sono la Francia e la Germania che, complessivamente, hanno saputo
fare meglio di noi e correre ad una velocità superiore alla
nostra. Ma c'è anche la Spagna che si affaccia prepotentemente
e che nello specifico del segmento agroalimentare può diventare
di anno in anno un temibile concorrente e il Belgio. Sul fronte
extraeuropeo il rapporto individua la Cina per l'ortofrutta e l'Australia
per le bevande alcoliche. Il 79% del nostro export agroalimentare
si indirizza verso 12 Paesi, con al primo posto la Germania, seguita
da Francia, Stati Uniti e la stessa Spagna. Un altro indicatore è inoltre estremamente significativo,
il 60% dell'agroalimentare esportato è composto da solo dieci
prodotti che sono in ordine di importanza: vino, frutta fresca,
pasta, olio d'oliva, formaggi, ortaggi in scatola, prodotti da forno,
salumi e insaccati, succhi di frutta e riso. Negli ultimi 5 anni
il saldo complessivo con l'estero dei nostri magnifici 10 è
salito da 6,1 a 6,6 miliardi di euro. Eppure anche questi campioni
del Made in Italy perdono terreno e questo rappresenta un vero campanello
d'allarme. Il rapporto infatti compara la performance ottenuta dagli
stessi prodotti o comparti nella seconda metà degli anni
'90 con l'andamento dell'ultimo quinquennio e segnala un rallentamento
considerevole in quanto il ritmo di crescita annuo è sceso
dal 6,4% del primo periodo all'1, 7% del secondo. In parole povere
già dalla fine degli anni '90 il nostro sistema agroalimentare
ha cominciato a perdere colpi sui mercati internazionali, anche
per quanto riguarda i suoi prodotti di punta. "Lo slogan piccolo è bello è oramai tramontato"
avverte il presidente di Federalimentare, Luigi Rossi di Montelera.
"In assenza di politiche capaci di agevolare la crescita dimensionale
delle aziende, continua Rossi di Montelera, e di favorire l'innovazione
e la concentrazione nell'intera filiera agroalimentare nazionale
i nostri prodotti reggeranno con sempre maggiore fatica la concorrenza
dei Paesi che sembrano aver innescato una marcia in più".
Secondo il presidente di Federalimentare l' internazionalizzazione
non si fa con i soli prodotti ma anche con una finanza a misura
di mercato globale
Notizie da www.aiol.it |
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27 Settembre 2006 -
Una Finanziaria senza tasse per tutelare i veri agricoltori
-
Maria Rosito
La riunione del Tavolo agroalimentare a Palazzo Chigi. Il ministro
Paolo De Castro illustra le misure che consentiranno di dare equità
e sviluppo al settore
Riunione pomeridiana
per il Tavolo agroalimentare il 26 settembre scorso, un incontro
tutto dedicato all'esame della Finanziaria. Il presidente del
Consiglio, Romano Prodi, aprendo i lavori, ha sottolineato che
si tratta di "una manovra finanziaria più di sviluppo
che di aggiustamento", riproponendo la questione della centralità
del settore agroalimentare nel contesto dell'economia nazionale.
" Mi attendo molto da questo settore" ha aggiunto rimarcando
che esso rappresenta "una delle grandi carte di cui disponiamo
sul mercato mondiale". Oltre al premier erano presenti il ministro delle Politiche agricole
alimentari e forestali, Paolo De Castro, quello dell'Ambiente,
Alfonso Pecoraro Scanio, il sottosegretario alla Presidenza del
Consiglio, Enrico Letta, e il vice ministro dell'Economia, Vincenzo
Visco. Per la componente agricola e agroalimentare partecipavano
i vertici di Confagricoltura, Coldiretti, Cia, Copagri, della
cooperazione agricola nonché Federalimentare. Il ministro De Castro, di ritorno dal vertice informale europeo
di Oulu, ha più volte precisato che la Finanziaria poggia
su tre capisaldi "risanamento, equità e sviluppo".
"In questa Finanziaria, ha sottolineato De Castro, ci preoccuperemo
di tutelare gli agricoltori veri". Essa pertanto prevede
interventi "per la messa in trasparenza del settore".
E' questa infatti una delle parole chiavi del provvedimento spiegando
che "contiene norme per far emergere i soggetti che godono
di benefici per i quali non hanno titolo". Nella Finanziaria non ci sarà alcun aumento di pressione
contributiva per il settore agroalimentare, ha puntualizzato il
ministro. Il settore darà la sua partecipazione ma senza
alcun aumento di tasse assicurando ancora che Iva, Irap e tassa
di successione non verranno modificate. Una Finanziaria dunque che punta in maniera incisiva sul risanamento
e lo sviluppo del settore. Tra le misure che sono all'esame De
Castro ha citato, nel contesto del suo intervento, le norme per
l'accorpamento delle imprese e la promozione del made in Italy
. "L'idea è proprio quella di promuovere le imprese
e i marchi delle imprese all'estero", ha puntualizzato il
ministro. Per le imprese che promuovono il proprio marchio made
in Italy ci saranno crediti di imposta sui costi sostenuti per
la promozione, siano essi spot pubblicitari, costi promozionali
o altro. E poi ancora il fondo per l'imprenditoria giovanile del
settore, le norme per la definizione dei mercati degli agricoltori.
Ancora sul fronte delle misure per far partire lo sviluppo del
settore il ministro ha parlato, fra l'altro, anche del sostegno
allo sviluppo delle biomasse, non solo finalizzati alla ristrutturazione
degli impianti ex-bieticoli ma anche ad altre iniziative. Sono
previsti interventi per la chimica verde, la semplificazione posizione
del catasto vitivinicolo e ortofrutticolo, il piano irriguo nazionale,
il fondo di solidarietà. Secondo il ministro De Castro
"al risanamento si contribuisce non aumentando le imposte
ma riorganizzando e ottimizzando". Notizie da www.aiol.it
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22
Settembre 2006 - Ddl Bersani, spazio
all'agroalimentare
Il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali ne
commenta positivamente l'approvazione nell'ultimo Consiglio dei
ministri. Il provvedimento presenta una doppia e innovativa valenza,
spiega De Castro
 Piena soddisfazione del ministro delle Politiche
agricole alimentari e forestali Paolo De Castro per l'approvazione
al Consiglio dei ministri del ddl Bersani per il rilancio delle
politiche industriali. "Nel disegno di legge l'agroalimentare è parte integrante
delle strategie di sviluppo, spiega il Ministro. Il provvedimento
promuove infatti un nuovo approccio alla crescita del nostro sistema
produttivo. Sono certo che questo intervento imprimerà
una forte accelerazione alle imprese e ai sistemi territoriali
dotati di potenzialità di crescita". "Il ddl, prosegue De Castro, ha una doppia e innovativa valenza:
introduce criteri di managerialità ed efficienza e ben
si adatta anche alle medie e piccole imprese ed ai sistemi a rete". "In queste caratteristiche e obiettivi, conclude il ministro
De Castro, si riflettono pienamente le opportunità del
sistema agroindustriale italiano che, sia nelle filiere delle
produzioni alimentari di qualità che in quelle delle produzioni
no-food, come la chimica verde e le energie rinnovabili, usando
la leva dell'innovazione può unire in 'filiera' agricoltura
e industria per un potenziale enorme di sviluppo".
Notizie da www.aiol.it |
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19
Settembre 2006 - Mipaaf, nuovo vertice
per Buonitalia
Nel corso di un'assemblea della società, tenutasi a Roma,
il rinnovo delle cariche con la nomina di Emilio De Piazza, a
presidente e amministratore delegato di Buonitalia, e dei nuovi
consiglieri. Con tale atto si conferma, sottolinea il ministro
De Castro, il nostro impegno per la tutela e la promozione dei
prodotti di qualità italiani
 visual di una delle campagne Buonitalia Nuovo vertice per Buonitalia, la società del Ministero
delle politiche agricole alimentari e forestali che si occupa
della promozione del Made in Italy agroalimentare. Il rinnovo
delle cariche è avvenuto nel corso di un'assemblea della
Società tenutasi a Roma. Alla carica di presidente e amministratore delegato è stato
designato Emilio De Piazza. Milanese e bocconiano, De Piazza ha
oltre trent'anni di esperienza in grandi aziende del settore alimentare:
acque minerali, pasta e dolciario in particolare. Attualmente
è amministratore delegato delle Fiere di Parma. Tra le
cariche ricoperte, la presidenza dell'Associazione industrie dolciarie
e la vice presidenza della Federalimentare. Sono stati designati Consiglieri: Alessandro Bonsignori, romano,
laureatosi in Economia e Commercio alla Sapienza, è esperto
di marketing territoriale e ha nel suo curriculum la consulenza
con numerose aziende internazionali. E' stato anche membro del
comitato Fao; Ugo Calzoni, bresciano, direttore generale dell'Istituto
per il Commercio Estero (ICE), ha profonda esperienza nel settore
confindustriale ed è stato tra l'altro anche direttore
generale di Federlombardia; Gianfranco Caprioli, romano, laurea
in economia alla Sapienza, ha alle spalle una vastissima esperienza
nel settore dell'amministrazione pubblica, in particolare per
quanto riguarda il commercio e le attività internazionali.
Tra gli incarichi attuali, è consigliere d'amministrazione
Ice e direttore generale per la promozione e gli scambi;Sergio
D'Oria, pugliese, laurea in scienze amministrative a Torino, imprenditore,
è nel consiglio d'amministrazione di numerose aziende,
italiane e straniere, sia del settore alimentare che finanziario;
Riccardo Rolli, barese, laureato in lingue straniere, è
un esperto di marketing e comunicazione. Ha una vasta esperienza
nel settore congressuale e si occupa di organizzazione ed eventi;
Federico Vecchioni, toscano, laureato in Scienze agrarie a Firenze,
è presidente di Confagricoltura dal 2004. E' anche presidente
della camera di commercio di Grosseto e presidente presso Unioncamere
della Certicommerce, associazione per l'e-commerc. "Con il rinnovo delle cariche sociali di Buonitalia, si conferma
fattivamente il nostro impegno per la tutela e la promozione dei
prodotti di qualità italiani. - ha affermato il ministro
delle Politiche agricole alimentari e forestali Paolo De Castro
- Buonitalia opererà in questa direzione, anche in sintonia
con il Ministero per il Commercio estero, sostenendo e valorizzando
anche specifici progetti e campagne. Buonitalia - ha precisato
ancora De Castro - si propone come un supporto reale ai produttori
e alle aziende, per veicolare in modo efficace e trasparente il
prezioso e insostituibile lavoro di quanti, con i loro prodotti,
contribuiscono all'immagine dell'agroalimentare di qualità
made in Italy".
Notizie da www.aiol.it
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BIODIVERSITA’
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Che cos’è la biodiversità? Questa parola ultimamente è diventata molto
di moda tra gli ecologisti, gli ambientalisti, i fautori del biologico,
ma molto spesso si abusa del termine senza realmente conoscerne il
significato. La biodiversità è la misura della diversità ovvero delle differenti
tipologie di forme di vita presenti in una data area e non erroneamente,
del numero di individui presenti. Un esempio? Un campo di mais o di soia, è pieno di piante, di
“individui” ma non per questo quel campo è ricco di biodiversità,
infatti tutte le piante provengono da una selezione genetica e quegli
individui sono tutti uguali. Di conseguenza quel campo è povero di
biodiversità.
Un esempio di un luogo pieno di biodiversità può essere una città
cosmopolita come New York dove vi sono presenti si, un gran numero di
persone, ma provenienti da tutto il mondo, di nazionalità, etnia, colore
della pelle, insomma in una parola gente diversa.
Cosa succede se si impoverisce la biodiversità di un luogo? Se
applichiamo questo concetto agli uomini, un matrimonio tra parenti o
consanguinei stretti, (vietato dalla legge), porterà alla prole e alle
generazioni successive, un aumento delle malattie genetiche, rachitismo
nanismo, etc. ciò che è successo e succede in comunità chiuse come certi
paesini sperduti della Sardegna o di località montane isolate.
Se spostiamo lo stesso paragone ai nostri campi e alle nostre
coltivazioni, vediamo che coltivare sempre le stesse colture senza
rotazione, non lasciare aree verdi nei dintorni dell’azienda dove
insetti ed animali utili possano trovare rifugio, e tutte quelle azioni
che conosciamo già bene, ma non vogliamo applicare o applichiamo solo
per fini economici ( come gli incentivi per l’impianto di siepi) tutto
ciò porta irrimediabilmente ad un incremento delle malattie, per
combatterle si usano fitofarmaci in quantità sempre crescenti che non
fanno altro che impoverire la biodiversità del luogo e le tasche
dell’imprenditore in una spirale senza fine. Ricordiamoci inoltre che
oltre il 90% delle forme di vita presenti in un luogo sono “invisibili”
perché troppo piccole per essere viste, e parlo di funghi, batteri,
lieviti, alghe che “occupano” il suolo agrario apportando sostanza
organica e andando ad occupare quella che viene definita una nicchia
ecologica non permettendo l’entrata ai patogeni.
Se abbiamo un ambiente ricco di “cibo” e povero di forme di vita, il
primo estraneo che entra mangia tanto e si riproduce in fretta. Se
invece l’ambiente è ricco di cibo ma affollato di forme di vita
l’estraneo deve lottare per vivere e il suo sviluppo sarà limitato o
addirittura nullo.
Il cibo sono le nostre coltivazioni, l’estraneo i parassiti patogeni,
l’ambiente affollato è la biodiversità.
Disarò Emilio
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